Pedopornografia online. Nell’inchiesta coinvolto anche il Nuorese: c’è un’indagato

Salvatore

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Pedopornografia online. Nell’inchiesta coinvolto anche il Nuorese: c’è un’indagato

venerdì 28 Febbraio 2025 - 15:08
Pedopornografia online. Nell’inchiesta coinvolto anche il Nuorese: c’è un’indagato

L’orrore della pedopornografia online colpisce la Sardegna: un arresto nel Cagliaritano e due indagati nell’Oristanese e nel Nuorese. L’operazione nazionale della Polizia di Stato, coordinata dalla procura di Catania, ha portato alla luce un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.

UN ARRESTO A CAGLIARI – Nel corso di una perquisizione domiciliare, gli agenti della Polizia postale hanno arrestato un uomo residente nel Cagliaritano, trovando in suo possesso un’enorme quantità di materiale pedopornografico. Computer, smartphone e hard disk sono stati sequestrati. L’uomo è accusato di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

INDAGINI A TAPPETO Ma l’operazione non si ferma qui. Altre due persone sono finite nel mirino degli inquirenti, indagate per gli stessi reati. Le indagini, coordinate dalla procura di Catania, proseguono a ritmo serrato per far luce su un giro di pedopornografia che coinvolge diverse aree dell’isola.

IL BILANCIO DELL’OPERAZIONE – L’ ‘operazione della Polizia di Stato in 56 città italiane, su delega della Procura di Catania, ha portato a 34 arresti (tutti maschi e d’età compresa tra 21 e 59 anni) per sfruttamento sessuale dei minori online. Cinquecento gli operatori impiegati, 115 le attività di perquisizione domiciliare e informatica. Gli indagati detenevano ingente materiale pedopornografico e decine di migliaia di file illegali. L’operazione è stata condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Catania, con la collaborazione del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (CNCPO) del Servizio Polizia postale. Due degli arrestati, oltre a detenere migliaia di file pedopornografici, avevano immagini e video autoprodotti con abusi sessuali su minori, vittime che sono state già identificate dagli operatori di Polizia. L’indagine, attraverso un’attività sotto copertura su una piattaforma di messaggistica istantanea, ha consentito alla Polizia postale di individuare diversi gruppi dediti allo scambio di materiale pornografico minorile, con bambini abusati in età infantile ed episodi di zooerastia con vittime minori. L’identificazione degli utenti, che attivamente scambiavano immagini e video di pornografia minorile, ha richiesto un lungo lavoro di approfondimento, anche con approfondimenti investigativi all’estero disposti dalla Procura etnea. La gran parte degli indagati faceva ricorso a sofisticati sistemi di crittografia e all’archiviazione in cloud.    Gli arrestati risiedono nelle province di Catania, Siracusa, Agrigento, Napoli, Pescara, Foggia, Roma, Latina, Milano, Brescia, Firenze, Reggio Calabria, Cosenza, Pordenone, Lecce, Viterbo, Avellino, Barletta-Andria- Trani, Frosinone, Varese, Vicenza, Cagliari. Le perquisizioni sono state eseguite nelle città di Agrigento, Arezzo, Avellino, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Firenze, Foggia, Frosinone, Genova, Latina, Lecce, Livorno, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Modena, Monza Brianza, Napoli, Nuoro, Oristano, Palermo, Parma, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Siracusa, Sondrio, Sud Sardegna, Taranto, Torino, Trapani, Treviso, Varese, Verona, Vicenza e Viterbo.

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