L’Opposizione comunale: “Pratosardo nel baratro a causa dei ritardi della giunta Soddu”

Francesco Pirisi

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L’Opposizione comunale: “Pratosardo nel baratro a causa dei ritardi della giunta Soddu”

lunedì 04 Settembre 2023 - 16:06
L’Opposizione comunale: “Pratosardo nel baratro a causa dei ritardi della giunta Soddu”

La strada A della zona industriale (foto F. Pirisi)

L’opposizione nell’assemblea civica di Nuoro denuncia i ritardi nella chiusura della pratica per il passaggio dell’area industriale di Pratosardo dalla Regione al Comune. Lo fa con un ordine del giorno firmato dai consiglieri del Pd Natascia Demurtas e Carlo Prevosto, e dai colleghi Francesco Guccini (civico) e Lisetta Bidoni, della lista Progetto per Nuoro. Ordine del giorno in cui chiedono all’amministrazione del sindaco Andrea Soddu che sia presentato entro due mesi un piano industriale e prima della fine del 2023 venga concluso il passaggio del sito nella gestione dell’ente municipale.

Demurtas, Bidoni, Guccini durante la conferenza stampa (foto F. Pirisi)

Posizione e richieste che sono state illustrate questa mattina in una conferenza stampa, tenuta dai quattro esponenti consiliari nella strada “A”. «Ci siamo riuniti qui – ha affermato Guccini – perché da questa strada si sarebbe dovuta innestare la bretella per collegare Pratosardo direttamente alla statale “131 Dcn”. Collegamento che avrebbe dovuto costituire il segno del rilancio dell’area industriale – ha aggiunto – ma non è stato concretizzato e con esso la stessa ripresa dell’attività produttiva».

Carlo Prevosto (foto S.Novellu)

Carlo Prevosto (foto S.Novellu)

I quattro consiglieri sono tornati indietro al 30 giugno dell’anno passato, quando il Consiglio comunale ha deliberato l’acquisizione dell’area industriale. Questo anche per porre fine al commissariamento che dura dal 2008, quando la Regione ha deciso di dismettere tutte le Zir presenti nell’isola e passarle agli enti locali (Comuni e Consorzi industriali provinciali). «Noi non eravamo d’accordo – hanno spiegato Demurtas, Prevosto, Guccini e Bidoni – sull’acquisizione da parte del Comune dell’area, perché ritenevamo non avesse personale, competenze e soprattutto risorse per gestirla. Oggi, però. Vista la scelta – hanno aggiunto – chiediamo che sia chiusa la partita, in tempi brevi, così da togliere dalla condizione di abbandono il sito e gli operatori presenti». La denuncia contro l’amministrazione Soddu è per questo motivo soprattutto in merito ai ritardi nella definizione delle pratica di trasferimento e di rilancio: «Manca un piano industriale – ha rimarcato Bidoni – ed è stato ignorato anche un pacchetto di proposte presentato dal consorzio degli operatori». La contestazione sull’assenza di una programmazione per Pratosardo è arrivata anche dal consiglieri Guccini: «Senza idee e piani di gestione – sono state le sue parole – l’acquisizione potrebbe avere per il Comune l’effetto di una polpetta avvelenata». Gli effetti dei ritardi nel passaggio di consegne da Regione a Comune per l’esponente del Pd, Prevosto, sono da leggere prima di tutto nella perdita di due opportunità: «Una, quella della mancata pianificazione della zona franca urbana. Altra cosa – ha continuato Prevosto – si è persa l’occasione di chiedere e ottenere per Pratosardo la creazione di una Zes, Zona economica speciale, con tutte le agevolazioni che questa porta alle imprese presenti». Un’area che, invece, avrebbe perso appetibilità in questi anni di commissariamento: «Il tessuto delle imprese si è impoverito – ha sottolineato Demurtas – e nessun investitore è arrivato a Pratosardo, a fronte di molti che hanno lasciato». Il commissariamento dura da 15 anni, senza che ancora si sia proceduto alla liquidazione, per il successo passaggio al Comune. Qualcosa si è mossa dal 2022, quando la Regione ha sollecitato il pronunciamento del Comune sulla scelta di acquisire l’area. Con la garanzia di coprire i debiti accumulati dalla gestione commissariale. Tanto che avrebbe già trasferito nelle casse del municipio 3 dei 4 milioni e 200mila euro stanziati proprio per chiudere le pendenze. «Ma i nuovi ritardi – hanno denunciato i quattro consiglieri di opposizione – rischiano di vanificare anche questa copertura finanziaria. Nel frattempo infatti – hanno aggiunto – altri debiti si accumulano (circa 2 milioni all’anno), perché parliamo di un consorzio che non ha entrate, ma deve fra fronte a spese per il personale e i servizi».

Francesco Pirisi

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