Fino a 12 anni in lista d’attesa per Oncologia, 11 per Ematologia, 8 per Cardiochirurgia. Ma il Consiglio respinge la sfiducia per l’ass. Doria

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Fino a 12 anni in lista d’attesa per Oncologia, 11 per Ematologia, 8 per Cardiochirurgia. Ma il Consiglio respinge la sfiducia per l’ass. Doria

mercoledì 17 Maggio 2023 - 09:24
Fino a 12 anni in lista d’attesa per Oncologia, 11 per Ematologia, 8 per Cardiochirurgia. Ma il Consiglio respinge la sfiducia per l’ass. Doria

L'assessore alla Sanità Carlo Doria

Liste d’attesa fino a 12 anni, in Aula i mali della sanità

I NUMERI – Ogni tanto si fa vivo il politico regionale di turno che emana il suo proclama di risoluzione del problema delle liste d’attesa per prestazioni sanitarie, elencando le cifre dell’ennesimo finanziamento per il loro abbattimento. Ma alla fine i numeri rimangono drammatici e impietosi:

Oltre 12 anni (4.400 giorni) di attesa per prestazioni oncologiche, circa 11 (4.100 giorni) per Ematologia e ancora, più di otto anni (3mila giorni) per Cardiochirurgia, quasi dieci anni (3.600 giorni) per Neuropsichiatria infantile, oltre quattro anni (1.500 giorni) per ginecologia, quasi quattro per il Centro ustioni.

E a Nuoro, intanto, per una semplice visita dermatologica, i tempi di attesa si attestano su “soli” sette mesi. 

La capogruppo del M5S Desirè Manca

La capogruppo del M5S Desirè Manca

LA MOZIONE DI SFIDUCIA – Sono i dati sulle liste d’attesa nella sanità sarda, forniti dagli uffici dell’assessorato e illustrati dalla consigliera del M5s Desirè Manca nell’Aula del Consiglio regionale durante la presentazione della mozione contro l’assessore della Sanità Carlo Doria. Mozione che “erroneamente è stata chiamata di sfiducia, ma si definisce di censura perché nell’ordinamento regionale i componenti della giunta, salvo il presidente, non possono essere sfiduciati”, ha chiarito il vicepresidente dell’Assemblea Giovanni Antonio Satta.

La mozione dei gruppi di opposizione, prima firmataria Manca, prende le mosse dal mancato coinvolgimento dei consiglieri regionali di opposizione del Nord Ovest in un incontro tra l’assessore e i consiglieri comunali di Ozieri e dalle “gravi affermazioni pubbliche rilasciate dall’assessore – ha spiegato l’esponente pentastellata -: ‘ai consiglieri di opposizione dò la frittata già preparata altrimenti mi mettono i bastoni tra le ruote”, ha citato la consigliera.

Le critiche all’azione di Doria sono arrivate da tutti gli interventi della minoranza. “In discussione – ha sottolineato il capogruppo M5s Alessandro Solinas – è il modo in cui l’assessore ha condotto la sanità sarda, alzando l’asticella delle aspettative, rilasciando dichiarazioni e facendo promesse che mai sareste stati capaci di soddisfare, men che meno con ancora otto mesi di legislatura.

MOZIONE RESPINTA – Ma nonostante tutto, ieri, il Consiglio Regionale ha respinto la mozione di censura nei confronti dell’Assessore regionale della Sanità Carlo Doria. Il documento è stato bocciato con 34 voti contrari e 17 favorevoli.

Il convegno sulla presentazione del progetto

Nella sua replica Doria ha risposto con altri numeri sulle liste d’attesa sottolineando l’impegno costante per l’abbattimento dei tempi e mettendoli in relazione con le carenze di programmazione delle scuole di specializzazione. “Confrontando la terza settimana di aprile, tra il 2018 e il 2022 – ha spiegato Doria – per una visita di chirurgia vascolare si è passati da 84 a 28 giorni, una visita oculistica aveva 118 giorni di attesa e oggi 73, una visita ginecologica nel 2018 aveva 36 giorni di attesa e oggi 19, la visita urologica 111 e oggi 101”.
L’assessore replica punto per punto alle sollecitazioni arrivate dall’opposizione e giudicate pretestuose.

“Io i malati li curo, e insegno a curarli, non li uso”, ha evidenziato piccato elencando i provvedimenti presi sia per l’abbattimento delle liste d’attesa sia contro la carenza di medici, soprattutto nelle zone disagiate. Sul dialogo e il rispetto invocato negli interventi dell’opposizione Doria ha chiesto reciprocità: “Ero arrivato da 20 giorni e già da subito mi hanno buttato addosso la responsabilità delle emergenze e delle carenze”.

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