Nuoro. Mamma e figli con gravi problemi respiratori abbandonati a casa per una settimana col Covid

Sonia

Nuoro. Mamma e figli con gravi problemi respiratori abbandonati a casa per una settimana col Covid

sabato 15 Gennaio 2022 - 13:11
Nuoro. Mamma e figli con gravi problemi respiratori abbandonati a casa per una settimana col Covid

Un tampone appena eseguito (foto S.Novellu)

NUORO. Maria è mamma di due figli, rispettivamente di 13 e 7 anni, come lei affetti da gravi problemi respiratori legati ad asma bronchiale cronica, hanno contratto il Covid e sono stati poi abbandonati a se stessi a casa da oltre una settimana.

Maria è disperata per la paura che potrebbe accadere qualcosa di grave alla salute sua e dei suoi bambini, già fragile in quanto affetti da patologie pregresse, e nessuna istituzione preposta le ha ha dato risposte per l’esecuzione del tampone molecolare. In primis il medico di base, che come racconta la protagonista della vicenda, per ben quattro giorni si è negato al telefono e, solo dopo un messaggio vocale disperato e piuttosto arrabbiato inviato su Whatsapp, si è finalmente degnato di rispondere.

«Premetto – racconta Maria – che io e i miei bambini, per le festività, siamo rimasti a casa evitando pranzi, cene e ogni contatto per la paura del contagio. Mio marito svolge un lavoro a contatto con il pubblico e, purtroppo, ha preso il Covid risultando positivo al tampone, eseguito in farmacia lo scorso lunedì». L’uomo è stato  così segnalato all’Ufficio di igiene pubblica e ha iniziando la propria quarantena. Per la signora Maria e i bambini è iniziato, così, il calvario dell’attesa e della paura: «Il giorno dopo mio marito, ho fatto un tampone rapido e sono risultata negativa. 24 ore dopo, sia io e che i bambini, già con gravi problemi respiratori dovuti all’asma, abbiamo iniziato ad avere i sintomi del Coronavirus ovvero febbre alta, dolori alla testa e muscolari e problemi di saturazione, curati col cortisone che in genere prendiamo per la nostra patologia ma che non è indicato per il Covid».

Da martedì a venerdì, Maria ha provato a contattare il proprio medico per capire cosa avrebbe dovuto fare: «Dopo quattro giorni di tentativi, come detto prima, il mio medico mi ha inviato i codici ma non mi ha spiegato cosa prevedeva la procedura».

La procedura, secondo quanto chiarisce la ASL, da noi sentita appositamente, prevede che se un paziente segnala al proprio medico di base di avere sintomi del Covid dopo aver avuto contatti con positivo accertato sia quest’ultimo a doverlo segnalare tramite piattaforma apposita. «Ma tutto questo non è accaduto, in quanto all’USCA nessuno ci risponde. Siamo disperati spero che qualcuno ci aiuti».

Non sapendo più a chi rivolgersi – Maria ha allertato anche le Forze dell’Ordine che, oltre a darle ragione l’unico aiuto che potevano fare era farle la spesa dei generi di prima necessità – ci ha contattato e, grazie alla nostra segnalazione, consapevole del disagio che in queste ore stanno vivendo centinaia di persone, ma con l’aggravante dei rischi legati alla grave patologia pregressa, è intervenuto in prima persona l’ex commissario dell’ASL ATS Gesuina Cherchi, che ha inviato al suo domicilio le infermiere del distretto che hanno eseguito il tampone molecolare.

«Una volta terminato questo incubo – conclude Maria- farò un esposto nelle sedi legali opportune perché chi non si è assunto le proprie responsabilità, abbandonandoci alla nostra sorte, paghi».

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