Nel Marghine e Planargia si commemora il milite ignoto simbolo della carneficina della Grande Guerra

Sonia

Nel Marghine e Planargia si commemora il milite ignoto simbolo della carneficina della Grande Guerra

giovedì 11 Novembre 2021 - 06:43
Nel Marghine e Planargia si commemora il milite ignoto simbolo della carneficina della Grande Guerra

Bosa, commemorazione del 4 novembre (foto PGV)

Con una seduta solenne del Consiglio Comunale è stata conferita la Cittadinanza Onoraria nel comune di Bosa al Milite Ignoto. Il discorso iniziale è stato pronunciato dall’assessore alla Cultura Paola Pintus che, in conclusione, ha descritto la figura del Milite Ignoto come simbolo della unità nazionale e della importanza della collettività che è continuata con la solidarietà manifestatasi durante la pandemia.

Il Sindaco Piero Casula, dopo aver illustrato le commoventi vicende che videro l’individuazione di colui che avrebbe rappresentato i caduti senza nome, ha concluso dicendo che ora è necessario costruire ponti di pace. Alla cerimonia era presente una nutrita rappresentanza militare. Presenti, naturalmente le associazioni, sono intervenuti il Comandante della Compagnia Carabinieri di Macomer Maggiore Giuseppe Castrucci, il Tenete di Vascello Fabrizio Frascella, Francesco Deriu per la Guardia di Finanza ed il Commissario di Polizia di Macomer. Finita la cerimonia gli astanti, in corteo, si sono recati presso il monumento ai caduti, dove è stata posta una corona. Stringata ed essenziale invece la manifestazione a Macomer. Niente Milite Ignoto e men che meno discorsi sull’unita nazionale. Al mattino a Macomer il Sindaco Succu, con le autorità militari ha deposto una corona sul cippo che ricorda, a Tossilo, il Tenente Colonello Bechi Luserna, ucciso mentre tentava di fermare alcuni dei suoi che volevano unirsi ai tedeschi. Poi, sempre accompagnato dal Comandante dei Guastatori Vittorio Gisonni, ha deposto una corona sul monumento ai caduti. Fin qui le cerimonie. Se è giusto, come è giusto, ricordare chi è morto combattendo per la patria ancor più umilmente come il Milite Ignoto, non bisogna ignorare alcuni aspetti meno esaltanti. Per esempio coloro che sono stati mandati, senza scrupoli, sotto il fuoco nemico, esposti al massacro, da ufficiali crudeli e spocchiosi. E ancora coloro che furono fucilati in nome di una disciplina pretestuosa e sadica. Se, come disse Bertolt Brecht : “ sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, non si può non parlare delle cause che scatenarono il primo conflitto mondiale, originato soprattutto dalla protervia e volontà di supremazia delle grandi potenze, per concludere che, anche oggi, potremmo correre lo stesso pericolo. Quasi 10 milioni di soldati caduti (di cui 15000 sardi) , più un milione di civili durante le operazioni, più ancora 6 milioni morti per fame o carestie conseguenti. Per non parlare dei crimini come la fucilazione per banali infrazioni. Ce n’è a sufficienza per dare ragione a Bertolt Brecht.

Pier Gavino Vacca

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