Conoscere l’Autismo: “La Lgbtq+ ci ha usato… e pure male”

Sonia

Conoscere l’Autismo: “La Lgbtq+ ci ha usato… e pure male”

giovedì 28 Ottobre 2021 - 18:44
Conoscere l’Autismo: “La  Lgbtq+ ci ha usato… e pure male”

«Il chiacchieratissimo disegno di legge S. 2005 18°legislatura, altrimenti noto come ddl Zan è arrivato alla fine della sua corsa, e non ne è uscito vincitore. So che questa mia riflessione scatenerà tantissime polemiche, qualcuno mi accuserà anche di omotransfobia, ma sono una mente Autistica e guardo i dettagli, dettagli che la maggior parte delle persone non coglie».

In questo nuovo articolo Niccolò Scarnato affronta alcune tematiche che sono state trascurate dal decreto Zan per evidenziare solo ed esclusivamente il concetto di omontrasfobia.

Niccolò Scarnato

Niccolò Scarnato

Durante la propaganda del ddl Zan l’abilismo è stato menzionato pochissimo, i media chiamavano il ddl quasi esclusivamente “legge contro l’omotransfobia” senza includere mai l’abilismo. Eravamo i più invisibili tra gli invisibili. Complice il fatto che l’orientamento sessuale, il genere è l’identità di genere abbracciano tutti i funzionamenti, e che una persona autistica o una persona con disabilità non stia subendo solo l’abilismo come violenza. Alla morte del dll zan quindi mi sono chiesto: “siamo forse stati usati?” Nel ddl hanno forse inserito l’Abilismo non per vero interesse (facile pensarlo visto che molti membri della lgbtq+ per difendersi dalle offese ricevute durante le propaganda hanno usato, purtroppo in tanti, linguaggio abilista) ma per servirsene come scudo, come controbattito ai politici omotransfobici? Perché ammettiamolo anche una persona omotransfobica si indigna quando vede una persona con disabilità subire discriminazioni, complice il pietismo con cui la società vede la disabilità (ricordiamo che anche il pietismo è un comportamento Abilista). E se questo fosse vero, questo carro armato della discriminazione che è l’Abilismo, è stato schierato in campo male, enormemente male. Sarebbe stato una carta vincente se se ne fosse parlato di più, o ancora meglio se fosse stato in cima alla propaganda del disegno di legge.

La società non sa che le persone con disabilità sono dei gran Machiavelli e che sanno come usare il pietismo contro l’abilista. Ma ovviamente in una società normocentrica anche componenti di altre minoranze sono spesso vittime di questa grave manipolazione delle menti che esiste da millenni, e perciò tendono a considerare la disabilità in modo inferiore, non riescono come tanti ad associare la disabilità all’intelligenza. Altrimenti andando oltre avremmo un ministro della disabilità con disabilità, non una senza (di questo vi parlerò in un articolo futuro). Milioni di pedine pronte ad attaccare, che non sono state schierate in prima linea. Uno spreco strategico imperdonabile. Dovevano farci raccontare come ci sentiamo quando sentiamo o leggiamo una diagnosi o una disabilità, o la sempreverde 104, usati come insulti. Usati come sinonimo di stupidità, usati come sinonimo di inferiorità. Dovevano farci raccontare come ci sentiamo a essere rifiutati dal mondo in cui siamo nati, emarginati perché diversi, emarginati perché considerati “incompleti” da una società che ha l’iperfocus della perfezione, pur essendo un concetto totalmente soggettivo, come la normalità. Ah la normalità, che gran cavolata cosmica. La normalità nel significato in cui la intende oggi la società (quindi non nel suo significato di norma in quanto maggioranza) ha espressione solo soggettiva, mai oggettiva. La mia normalità non corrisponde alla normalità di qualcun altro. Ed è così per le oltre sette miliardi di persone che popolano questo pianeta. Era l’occasione per mettere in discussione il mondo, farli riflettere su loro stessi e riflettere di conseguenza anche su le altre minoranze discriminate. Era il mezzo migliore per sensibilizzare, e far passare così il disegno di legge. Ma la partita è stata giocata male e la cosa migliore da fare adesso è imparare dagli errori.

Non me ne voglia nessuno, ma mie osservazioni su ciò che è accaduto mi hanno portato a pensare questo. E sono convinto essendo la disabilità un tema a cui si interessano sia destra che sinistra (anche se da una parte benino e dall’altra male), essendo estremamente convinto di vivere in uno dei paesi più pregni di pietismo al mondo, che una legge esclusivamente contro l’Abilismo sarebbe passata. Quindi la domanda sorge spontanea, dovremmo distaccarci dalla lgbtq+, augurarle buona fortuna (ma continuando a difenderla ad ogni occasione) e portare avanti un ddl tutto nostro? Il dubbio è grande, davvero. Amareggiato per questa sconfitta della libertà e della giustizia. Sempre detto legge e giustizia non sono la stessa cosa.

Niccolò Scarnato (un Autistico in un paese nel quale la sua diagnosi è ancora usata come un insulto)

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