So dal governatore della Sardegna, Christian Solinas. Il modello 45 è legato a vari esposti il cui contenuto è ora al vaglio della sostituita procuratrice Maria Virginia Boi, il magistrato a cui il procuratore facente funzioni Paolo De Angelis ha assegnato l’inchiesta. Si tratta dunque di un fascicolo esplorativo senza ipotesi di reato e senza indagati, legato al recente acquisto da parte del governatore di una villa da circa 1mln di euro, attraverso un mutuo. L’attività di accertamento legata all’inchiesta penale – anticipata dal Fatto Quotidiano nei giorni scorsi – è stata delegata dalla pm titolare agli investigatori della guardia di finanza e a quelli della sezione di polizia giudiziaria della Procura che dovranno acquisire i documenti legati alla compravendita. Sull’acquisto di quella villa Cagliari sono arrivati all’autorità giudiziaria una serie di esposti, alcuni dei quali anonimi, che sono stati poi tutti accorpati in un unico fascicolo.
«Sono a completa disposizione per chiarire ogni aspetto delle mie attività, che pur attenendo alla mia personale sfera privata sono sempre state caratterizzate da legittimità e trasparenza». Lo scrive in un lungo post su Facebook, pubblicato ieri notte, il governatore della Sardegna Christian Solinas che si difende da quello che definisce «un caso mediatico fondato su ricostruzioni parziali e strumentali, su allusioni e accostamenti suggestivi, su gravi omissioni che orientano una lettura fuorviante». Si difende così il presidente Solinas in un post pubblicato sui social: «Si pone invece con forza l’interrogativo su come elementi attinenti ad un fascicolo riservato possano essere nelle mani di più persone – osserva il presidente – Non può certo sfuggire che vi sia un insieme di esposti anonimi, inspiegabilmente conosciuti ad alcuni giornali e blogger, con pubblicisti che si citano a vicenda per avvalorare le proprie tesi, tutte coordinate ad un frontale attacco politico nei miei confronti». Rispetto ai singoli fatti, che nei giorni scorsi sono stati oggetto di vari articoli sul Fatto Quotidiano – citato peraltro dal governatore – Solinas spiega che l’acquisto della villa a Cagliari è stata realizzata: «con un atto pubblico, stipulando il contratto preliminare e poi l’atto definitivo davanti al notaio, sempre alla luce del sole, dando un acconto con i miei risparmi ed accendendo un mutuo di 30 anni, garantito da ipoteca a favore della Banca pari al doppio del valore. Non è di mia proprietà invece e non ho alcuna relazione con il lotto confinante, sul quale è in corso la costruzione di altro immobile da parte di un privato imprenditore. Pertanto, la circostanza dell’edificazione allusivamente legata alla mia persona è clamorosamente falsa».
Il presidente fa poi riferimento «Alle mie proprietà in agro di Capoterra, acquistate nel 2002 e sulle quali ho investito nel tempo impegno e risparmi, rappresento che ho deciso di metterle in vendita pubblicizzandole su un sito immobiliare, al fine di poter acquistare la mia nuova abitazione così come credo faccia la maggior parte delle persone comuni». Un argomento trattato negli articoli apparsi in questi giorni sul Fatto. «Tengo a precisare di aver conosciuto l’amministratore della società promissaria acquirente solo in occasione della sottoscrizione del contratto preliminare dinanzi al notaio – spiega – l’atto definitivo non è ancora stato stipulato perché la promissaria acquirente mi ha tempestivamente e formalmente richiesto via pec un differimento del termine di ulteriori 3 mesi, che ho ritenuto di concedere rispondendo alla stessa con posta certificata e previa comunicazione al notaio rogante, nell’ambito di una normalissima contrattazione fra parti private». «Con riferimento, invece, al contratto preliminare di compravendita di tre ettari di zona edificabile ed un ettaro di zona agricola sempre in agro di Capoterra, sottoscritto nel 2013, ancora una volta davanti ad un notaio – conclude nel lungo messaggio social – voglio sottolineare che non si è mai addivenuti alla stipula dell’atto definitivo in quanto il compianto promissario acquirente è venuto a mancare; il contratto preliminare è stato però consensualmente risolto con gli eredi, ai quali ho restituito per intero la caparra a suo tempo versata mediante rogito notarile regolarmente registrato. Pertanto, le circostanze e le gravissime allusioni riportate dal Fatto Quotidiano sono destituite di ogni fondamento».
