Macomer. Il Marghine insorge contro la malasanità

Salvatore

Macomer. Il Marghine insorge contro la malasanità

domenica 05 Settembre 2021 - 08:19
Macomer. Il Marghine insorge contro la malasanità

il presidio sanitario di Macomer

Affila le armi il Comitato per la difesa della Salute del Marghine e si prepara alla manifestazione che si terra il 10 settembre, davanti al poliambulatorio di Macomer.

Alla riunione convocata dal coordinatore del Comitato Checco Nieddu hanno partecipato rappresentanti di tutto il territorio, da Bolotana a Sindia.

Nell’obbiettivo la situazione di degrado della sanità nel territorio, un tempo modello per tutta la Sardegna, ora desolatamente in declino. Un laboratorio di analisi ridotto, dopo il pensionamento dei professionisti, ad un mero punto di prelievo, la dialisi in bilico per la presenza di un solo medico. Non stanno meglio la riabilitazione e l’oncologia. E così via sino ai medici di base che, quando vanno in pensione, non trovano sostituti.

Si chiederanno prima risposte al responsabile del Distretto Sanitario, ma l’intenzione è anche quella di formare un gruppo di esperti e professionisti che facciano proposte in base alle leggi ed ai regolamenti.

C’è la consapevolezza che la situazione non è felice in nessuna parte dei territori periferici ed interni dell’isola, mentre appare evidente che è ancora in piedi la polarizzazione della sanità, tra Sassari e Cagliari, mentre l’ospedale di Nuoro, che doveva essere il terzo polo della Sardegna, è in caduta libera. Specialmente l’annunciato nuovo ospedale di Cagliari minaccia di papparsi un bel po’ di soldi togliendo anche un bel po’ di medici dal territorio. Per questo, oltre ai problemi locali, si guarda ai problemi dell’intera isola, consapevoli che quest’ultima ha dei problemi particolari.

Non ci si aspettano grandi soluzioni dalla Regione ma, almeno, che in situazioni di emergenza scatti il principio di solidarietà che faccia cadere le barriere assurde tra territori contigui in provincie diverse e metta a disposizione le forze disponibili. Anche se molti difetti derivano dalla deprecata concezione della sanità gestita con criteri aziendali, e dalla mancanza di medici, non ultimo per il numero chiuso, niente vieta di bandire concorsi anche europei e di incentivare la presenza, nei piccoli paesi, con una indennità di disagio.

Un ruolo determinante dovrebbero averlo i Sindaci ai quali si chiede di convocare dei consigli comunali aperti per sensibilizzare la popolazione, vista anche l’assenza di forze politiche e sindacati. La presenza anche di rappresentanti del comitato di Ghilarza è la dimostrazione che si può collaborare, anche se nei territori le situazioni sono diverse. Non è un mistero che comitati si stanno muovendo in tutte le parti dell’isola per cui si sta manifestando un disagio generalizzato e la Sardegna è in emergenza. L’appuntamento per il 10 è, per ora, fissato davanti all’ex motel, per poi marciare verso il poliambulatorio.

Pier Gavino Vacca

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