Donna muore in ospedale ma i parenti lo apprendono dopo una settimana

Sonia

Donna muore in ospedale ma i parenti lo apprendono dopo una settimana

martedì 25 Maggio 2021 - 12:07
Donna muore in ospedale ma i parenti lo apprendono dopo una settimana

Si è rotta il femore e poi le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso di cui parenti hanno appreso una settimana dopo.  La notizia riportata da Fanpage.it è accaduta ad Adria in provincia di Rovigo ed è stato denunciato dai figli della 99enne  Giuseppe e Pietro Marangoni, che alcuni.

La signora Avelina Braghin aveva avuto bisogno delle prime cure dei medici circa tre mesi fa. Si era rotta il femore cadendo e aveva trovato ospitalità in Casa di riposo. Poi però all’inizio di aprile le sue condizioni di salute sono peggiorate – l’anziana è entrata in coma – e così è stata ricoverata in ospedale ad Adria. La situazione, comunque, è rimasta sempre molto grave.

A causa del Covid-19 l’accesso in ospedale non è semplice per cui i figli della signora tendono a evitare visite troppo frequenti, in attesa di ricevere informazioni sullo stato di salute della mamma da parte dei medici. Si arriva così a venerdì 21 maggio quando i figli di Avelina si recano in ospedale e non trovano la madre nel suo letto. Solo a quel punto scoprono che è deceduta da una settimana e la salma è stato messa nelle celle frigorifere.

Il quotidiano Rovigo in diretta scrive che i due fratelli a quel punto hanno ricevuto le scuse del primario che ha assicurato che sarà avviata un’indagine interna per capire come sia stato possibile che i familiari non siano stati avvisati subito del decesso della madre. La comunicazione del decesso della 99enne, a quanto emerso, non sarebbe stata data neppure alla Casa di riposo che continuava ad aspettare il rientro in struttura della paziente. I figli della signora hanno fatto sapere che si affideranno a un avvocato per presentare un esposto e chiarire esattamente che cosa è successo. Vogliono capire anche le condizioni della madre perché, a loro dire, nella bara aveva qualcosa di anomalo che le sosteneva il collo: «Abbiamo il diritto di sapere tutto quello che è successo perché è un atto di giustizia».

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