È polemica sulla questione dell’elisoccorso in Sardegna da quando è avvenuto il passaggio della gestione del servizio dai Vigili del fuoco (che lo hanno svolto dal 1999 al 2018) direttamente al 118.
E ad alimentare la polemica una nota della deputata Emanuela Corda la quale sottolinea che “si tratta di un inconcepibile spreco di denaro pubblico… Tale servizio è stato egregiamente svolto dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco con costi nettamente inferiori rispetto a quelli che oggi paghiamo alla società Airgreen che si è aggiudicata l’affidamento del servizio. Il totale dei costi dell’esercizio è pari a 10.403.271,21 euro per l’annualità 2019, mentre per l’anno 2020 non è dato sapersi in quanto la pubblicazione delle fatture è ferma al mese di agosto. Se il servizio fosse svolto ancora dai VVFF, rispetto ai costi attuali, avremmo potuto avere un risparmio di ben 25 milioni di euro, anzi con un servizio ancora più efficiente in quanto in aggiunta all’elisoccorso, il Corpo dei Vigili del fuoco offriva anche supporto tecnico specialistico speleo alpino fluviale, imbarcando il personale SAF e i sommozzatori per gli eventi a mare, che si traduce nel modello HETMS, soccorso sanitario tecnico integrato, a differenza del modello standard HEMS messo a bando. Si è deciso di rendere privato in maniera incongrua ed antieconomica un servizio svolto in maniera eccellente e senza spreco di risorse da un soggetto pubblico. Il dubbio – aggiunge Corda – è che con tale gestione si sia prodotto un ingente danno erariale per la Regione a spese dei cittadini che ho deciso, ancora una volta, di denunciare ai Ministri competenti mentre attendiamo ancora l’esito dell’esposto della Corte dei Conti che giace dal 2018”.
Non tardano ad arrivare, in proposito, le risposte degli operatori del 118 i quali, vivendo quotidianamente e in prima persona la gestione delle emergenze sul territorio, sottolineano che «il lavoro svolto dai Vigili del fuoco è stato ottimo ma quello attuale è assolutamente eccellente». E anche in questo caso non mancano le argomentazioni: «Senza nulla togliere alla precedente gestione, che ribadiamo è stata ottima, oggi abbiamo tre mezzi (mentre prima ne avevamo solo uno per tutta la regione), sempre pronti a levarsi in volo in soli tre minuti e quindi di essere sul posto in pochi istanti; oltre ad essere equipaggiati stabilmente delle attrezzature necessarie, essendo del 118, contrariamente a prima sono abilitati ad atterrare anche in ambito urbano, al volo notturno e al trasporto di pazienti dall’Isola agli ospedali di tutta Italia; dettagli non da poco quando si tratta di raggiungere si lotta per la vita e si necessita di essere sottoposti a opportune terapie rapidamente. L’esempio tipico sono i casi di pazienti colpiti da ictus, in località non servite dalla medicalizzata o in casi in cui questa sia già impegnata; in casi simili un intervento rapido può assicurare l’incorrere del minor danno possibile e quindi fare la differenza. Parliamo, dunque, di un servizio intoccabile e che ci garantisce l’equiparazione al resto d’Italia; non è una questione di soldi, quando questi servono per salvare vite umane non si deve risparmiare. Magari il risparmio sul danaro pubblico andrebbe fatto su altri sprechi, e tanti ce ne sono, purtroppo».
© Tutti i diritti riservati

