Macomer. Il monumento di Giovanni Palatucci “dimenticato” tra erba e licheni

Sonia

Macomer. Il monumento di Giovanni Palatucci “dimenticato” tra erba e licheni

martedì 09 Marzo 2021 - 18:06
Macomer. Il monumento di Giovanni Palatucci “dimenticato” tra erba e licheni

Il monumento dedicato a GIovanni Palatucci

A Macomer, nell’enorme rotonda che si estende tra lo stadio di Scalarba e il Commissariato di Polizia, in mezzo ad una enorme aiuola, dove crescono solo erbe spontanee, che qualche volta impediscono la visuale, si erge un cippo solitario in trachite, pian piano corroso dai licheni.

Si tratta del monumento a Giovanni Palatucci, scolpito dall’artista macomerese Giulio Ledda, in ricordo dell’eroico questore di Fiume che, nel periodo delle persecuzioni naziste, salvo migliaia di ebrei dai campi di sterminio. Il monumento fu eretto a cura della sezione locale della Associazione Nazionale Polizia di Stato nel 2010, con solenne cerimonia.

Sabato, 6 Marzo, era la “Giornata dei giusti”, ovvero la ricorrenza della memoria di coloro che si adoperarono per la salvezza dai forni crematori di migliaia di ebrei, ma il cippo dedicato a Giovanni Palatucci, a Macomer, è rimasto desolatamente vuoto, circondato solo da un mare di erbe spontanee. Macomer è in questi giorni in lutto per la scomparsa di una giovane ragazza , che ha colpito tutti. Un dolore non cancella l’altro. Forse anche sarebbe stata l’occasione per ricordare che viviamo in un’epoca dove circa ventimila disperati muoiono nel Mediterraneo e non se ne parla. La paura è che si stia tornando all’indifferenza come ai tempi della Shoah. Giovanni Palatucci, dal 1943, approfittando della sua posizione di questore reggente di Fiume, salvò migliaia di ebrei, avvisandoli prima che venissero arrestati. Il suo atteggiamento

insospettì il terribile Herbert Kapler che, nel settembre del 1944 lo fece arrestare.

Giovanni Palatucci mori a Dachau all’età di 36 anni, poco prima dell’arrivo degli americani. Più tardi, in riconoscimento della sua opera, da Israele gli provenne il titolo di “ Giusto tra le nazioni”, riservato ai non ebrei che si adoperarono contro lo sterminio. Non molto tempo fà la sua opera venne messa in dubbio e il suo riconoscimento sospeso. Recenti studi hanno invece riconfermato il valore dei suoi atti. ‘E in corso anche un processo di beatificazione presso la Chiesa. Sabato, in alcune città italiane, è stata ricordata la sua figura. Non a Macomer.

Pier Gavino Vacca

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta