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Bitti, quarto giorno: “la voglia di rialzarsi dal fango”

Bitti, proseguono i lavori di ripulitura di via Cavallotti (foto S.Novellu)
Bitti, proseguono i lavori di ripulitura di via Cavallotti (foto S.Novellu)

 

di Sonia Meloni

Bitti quarto giorno. Il paese barbaricino per chi arriva da fuori è come un pugno nello stomaco. Tra la polvere, l’acqua e il fango c’è il bittese che davanti alla Dolcenera non si è spezzato e piegato ma ha semplicemente voglia di rialzarsi. Nera che porta via, che porta via la via, nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera, nera che picchia forte, che butta giù le porte… acqua che spacca il monte, che affonda terra e ponte“… così il testo del famoso brano di Fabrizio De André che descrive in modo esemplificativo quello che ogni abitante di Bitti ha vissuto sabato scorso: in poche ore sono caduti oltre 300 millimetri d’acqua con una forza di 40 o 50 volte superiore di quella che sette anni fa caratterizzò il ciclone Cleopatra.

Una miscela potentissima di acqua, fango e detriti che ha accerchiato il centro abitato seguendo due direttrici, confluite poi in un’unica massa che ha defluito verso la periferia del paese, in direzione di Onanì. La prima ondata ha percorso prima via Cavallotti (e piazza Asproni) e poi via Brigata Sassari, mentre la seconda piena d’acqua ha attraversato la via Brescia per poi unirsi alla prima in piazza Sant’Antonio e formare un unico tsunami potentissimo che ha ingurgitato ciò quello che si è trovato davanti, comprese tre vite umane.

Bitti si risolleva dal fango (foto S.Novellu)

Bitti, proseguono i lavori di ripulitura di via Cavallotti (foto S.Novellu)

In campo, in questi giorni, oltre 500 volontari della Protezione Civile e altrettanto personale delle Forze dell’ordine. In oltre 48 ore si è fatto tanto: «abbiamo ripulito tutta la piazza Asproni, eliminato tonnellate di detriti e fango da via Cavallotti e rimosso le auto ribaltate» spiega il geometra comunale mentre pale meccaniche, escavatori, camion e personale continuano a lavorare incessantemente lasciando il dolore a un momento successivo. Ora non c’è tempo per questo, il tempo è prezioso in una giornata di dicembre, dove giunge presto la sera.

Bitti si risolleva dal fango (foto S.Novellu)

Bitti, volontari ripuliscono uno scantinato dal fango (foto S.Novellu)

E a proposito di notte, tornando al giorno prima della sciagura, il titolare del panificio Cossellu racconta: «Quella notte, come sempre, stavamo preparando il pane che la mattina dopo avremmo dovuto consegnare ai negozi, alle mense dei bambini e ai Carabinieri di tre diversi paesi. Pioveva, pioveva forte, ed eravamo preoccupati; a un certo punto, mentre faceva giorno, ha iniziato a entrare l’acqua in laboratorio. Ingenuamente abbiamo cercato di spazzarla via con le scope. Poi, abbiamo visto piombarci addosso una valanga di acqua e fango e allora abbiamo capito… abbiamo lasciato tutto e siamo fuggiti». Ora ci sono i danni: i macchinari da buttare (valore intorno ai 280mila euro), con i motori che non si possono recuperare». Per il futuro cosa si aspetta, chiedo: «Che i politici non ci diano soldi ma attrezzature per ripartire, diteglielo voi giornalisti che abbiamo bisogno di questo per ripartire».

Bitti, ciò che resta di una Lancia Y travolta dall'alluvione (foto S.Novellu).

Bitti, ciò che resta di una Lancia Y travolta dall’alluvione (foto S.Novellu).

Intanto il sindaco Ciccolini perlustra il paese insieme all’assessore regionale Lampis (APPROFONDISCI) per la stima dei danni, e alle 18,00 la consueta videoconferenza con il capo del dipartimento nazionale della protezione civile Angelo Borrelli per fare il punto sul piano emergenziale. Non riusciamo ovviamente a parlare con il primo cittadino ma quelli più vicini a lui raggiunti telefonicamente: ci confermano che la messa in sicurezza che era stata prevista in occasione del post ciclone Cleopatra non è più valida: 20 milioni di euro con il bando approvato a settembre scorso e un fascicolo di oltre 800 pagine non sono sufficienti per fronteggiare una calamità naturale di questa portata.

Bitti si risolleva dal fango (foto S.Novellu)

Bitti, necrologi in via Brigata Sassari (foto S.Novellu)

Tante le ipotesi proposte e rapidamente anche accantonate, fra queste quella di abbattere le case particolarmente danneggiate o edificate in una zona a rischio, insomma il dissesto idrogeologico di Bittì non si può analizzare in modo superficiale ma va fatto attraverso uno studio dettagliato. Adesso però i bittesi non hanno tempo di pensare a queste cose, prima di tutto bisogna rialzarsi e tornare al più presto a una normalità che permetta di ripristinare case, strade e ponti. Poi ci sono gli evacuati dalle abitazioni da ricollocare, in tutto 68, sei che attualmente sono nelle strutture ricettive del paese e 62 ospiti da parenti e amici.

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