domenica 25 ottobre 2020, Aggiornato alle 21:00
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Nuoro primo comune in Sardegna ad adottare un piano di protezione civile per rischi sanitari

La seduta odierna del Consiglio Comunale (foto S.Meloni)
Una seduta odierna del Consiglio Comunale (foto S.Meloni)

ll Consiglio ha anche approvato il Piano di protezione civile per l’emergenza idrica.

Comune di Nuoro, unico in Sardegna e tra i primi in Italia, si dota di un piano di protezione civile relativo ai rischi sanitari di natura epidemiologica. Oggi il Consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità l’inserimento nel piano di Protezione civile dell’amministrazione anche le azioni da mettere in essere in caso di pandemia, alla luce di quanto accaduto, e sta ancora accadendo, con la diffusione del Covid-19. Non solo. Contestualmente a quest’ultimo, il Consiglio ha anche approvato il Piano di protezione civile per l’emergenza idrica.

«Due provvedimenti importantissimi per la salvaguardia e la cura della salute dei cittadini», dichiara il sindaco Andrea Soddu. «Entrambi – continua il sindaco – nascono, purtroppo, dall’esperienza dell’emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo e dell’emergenza idrica che spesso ci troviamo ad affrontare, come durante l’estate appena trascorsa. Dotare il piano di protezione civile comunale di un programma di azioni predefinite, ci consente di attivare nel giro di poche ore tutta la macchina organizzativa necessaria per far fronte all’emergenza. Penso, ad esempio, alla fornitura di mascherine per la popolazione e in particolare ai soggetti deboli, una delle criticità che è stata di più difficile soluzione. Oppure penso alla individuazione di strutture idonee a ospitare persone in quarantena e all’attivazione dei servizi di assistenza a domicilio per le persone in quarantena domiciliare per la fornitura di generi di prima necessità, alimentari e farmaci.

In tema di emergenza sanitaria, il piano è stato redatto tenendo conto di quanto previsto nel Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale, ma anche alla luce dell’esperienza maturata nei mesi scorsi. Gli obiettivi sono rafforzare la preparazione alla pandemia a livello locale, al fine di minimizzare il rischio di trasmissione e limitare la morbosità e la mortalità dovute alla pandemia; ridurre l’impatto della pandemia sui servizi erogati dall’amministrazione, in particolare quelli rivolti alle fasce deboli della popolazione, e assicurare il mantenimento dei servizi essenziali; assicurare una adeguata formazione del personale dell’Amministrazione; garantire informazioni aggiornate e tempestive per i decisori, gli operatori sanitari, i media e i cittadini; monitorare l’efficienza degli interventi intrapresi; individuare le azioni di rientro nei livelli inferiori di allerta e le misure da intraprendere in tali momenti. In quest’ottica le azioni chiave di competenza dell’amministrazione comunale saranno: mettere a punto piani di emergenza per l’erogazione dei servizi essenziali ed il funzionamento della struttura sia amministrativa sia politica; un piano di formazione ed informazione sulla emergenza epidemiologica e sulle misure da rispettare per limitare o annullare la possibilità di contagio nel personale impegnato in tali servizi e, in modo generalizzato, nella popolazione; preparare adeguate strategie di comunicazione con adeguate misure di informazione alla popolazione; specifiche azioni di assistenza alla popolazione anche con misure economiche o di assegnazione gratuita di beni di prima necessità; servizi di assistenza a domicilio per le persone in quarantena domiciliare (ad esempio generi di prima necessità, farmaci, pasti preconfezionati, raccolta rifiuti, etc.); monitorare l’attuazione delle azioni pianificate per fase di rischio, le risorse esistenti per la risposta, le risorse aggiuntive necessarie, l’efficacia degli interventi intrapresi. Il monitoraggio deve avvenire in maniera continuativa e trasversale, integrando ed analizzando i dati provenienti dai diversi sistemi informativi.

Ogni azione è coordinata dal Centro operativo comunale (Coc), nell’ambito del quale devono essere attivate le seguenti funzioni:

–          tecnica e di pianificazione

–          sanità, assistenza sociale e veterinaria

–          mass media e informazione;

–          volontariato;

              –     materiali e mezzi;

              –     trasporti, circolazione e viabilità;

              –     telecomunicazioni;

              –    servizi essenziali;

              –   assistenza alla popolazione.

Unitamente alle funzioni del Coc dovranno essere attivate, almeno, le seguenti strutture operative locali:

  • Polizia locale;
  • Responsabile dell’Autorità Sanitaria dell’A.T.S.;
  • Organizzazioni di volontariato di protezione civile con sede nel territorio comunale;
  • Soggetto gestore del Servizio di Igiene urbana ed ambientale.

Il piano di protezione civile relativo all’emergenza idrica, per quanto riguarda le azioni fondamentali, prevede le stesse azioni del piano pandemico (come l’attivazione immediata del Coc e tutte le funzioni connesse), ma, naturalmente, differisce riguardo ai provvedimenti di assistenza alla popolazione. In particolare, è prevista l’individuazione immediata dei punti di stazionamento delle autobotti per la distribuzione dell’acqua potabile e non potabile ai cittadini con riempimento di contenitori per una quantità massima definita nei provvedimenti dell’Autorità competente.

Per quanto attiene la distribuzione domiciliare vengono definiti i livelli di caratterizzazione delle utenze in modo da individuare univocamente la precedenza nel servizio di distribuzione dell’acqua potabile e non potabile nelle cisterne o contenitori degli utenti e livelli di caratterizzazione delle utenze in modo da definire univocamente la precedenza nel servizio di distribuzione dell’acqua potabile, secondo specifiche priorità, come la presenza di persone con gravi patologie, presenza di soggetti deboli quali anziani o con difficoltà motorie, utenze produttive necessarie per il soddisfacimento di bisogni immediati.

 

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