In queste ore, in conferenza stampa, il premier Conte ha fatto il punto sull’avvio del nuovo anno scolastico che ufficialmente riparte il 14 settembre con slittamenti a discrezione delle diverse regioni italiane.
«La scuola riparte con carenze e ritardi che sono strutturali e si trascinano di anno in anno, cui quest’anno si aggiungono le difficoltà del COVID-19. Questo comporterà uno sforzo maggiore da parte del governo in primis, ma anche studenti, delle famiglie e degli stessi insegnanti. Per ripartire, dunque, si rende necessario uno sforzo collettivo».
Sono state ricordare anche alcune delle misure di sicurezza fondamentali per il rientro e in particolare che gli orari di entrata e uscita potranno essere scaglionati ma resterà a discrezione degli istituti. «Ci sarà qualche cambiamento, qualche nuova regola si aggiungerà rispetto a quelle consuete. Il rientro in classe è un rientro in piena sicurezza ed è e sarà il faro di questo governo. Potrà scattare nel peggiore dei casi una quarantena dell’intera classe: ci potranno essere difficoltà, ma invito a rispettare le regole e affrontare con fiducia questo anno. Quest’anno si torna a scuola, in presenza».
«Sulla scuola – ha detto Conte – abbiamo messo in campo un investimento di 7 miliardi: per la riapertura c’è un grande lavoro di squadra. Devo ringraziare i ministri Azzolina, Speranza, De Micheli, Boccia, ill commissario Arcuri, Borrelli e tutti i rappresentanti regioni e enti locali. Abbiamo conciliato sicurezza ed efficienza. Ci sarà un orario scaglionato per evitare assembramenti, questo lo decideranno i dirigenti scolastici, le scuole hanno già quantitativi sufficienti di gel e mascherine per affrontate i primi giorni. Abbiamo predisposto la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale».
Conte ha ricordato la gratuità delle mascherine, distribuite dal Governo alle scuole, e ha ribadito che ne saranno distribuite 11 milioni al giorno e che queste dovranno essere usate all’entrata e all’ingresso e potranno essere tolte una volta ai banchi, purché ci sia il distanziamento.
Il Premier è tornato, poi, sui nuovi banchi ricordando che l’Italia se ne è accaparrati 2 milioni e 400mila, con consegne già partite per i centri delle principali zone rosse, come Codogno, Alzano e Nembro e continueranno a essere spediti in queste settimane al resto delle scuole italiane che ne abbiano fatto richiesta.
Il ministro Lucia Azzolina, invece, ha detto: «La scuola è il luogo meno rischioso. L’unica via è garantire una grande alleanza con le famiglie. Dobbiamo essere tutti responsabili, anche fuori dalla scuola. La scuola ha bisogno di essere protetta il più possibile. Se a giugno gli studenti che sostanzialmente erano senza un’aula per via del metro di distanza erano 1 milione – ha detto la ministra – oggi sono 50mila. Questo non significa che non andranno a scuola. Andranno anche senza il metro di distanza ma mettendo la mascherina per questo inizio di anno scolastico. Sono comunque situazioni che stiamo risolvendo, grazie ad altri 100 milioni di euro per prendere in affitto altri locali e grazie agli accordi con teatri, parrocchie o scuole paritarie. Ci attende un anno scolastico molto impegnativo, ci saranno difficoltà, ci sono già stati alcuni casi di positività, ce lo aspettavamo, le procedure sono state efficaci la scuola e la sanità sono tornate a parlare. È giusto ripristinare la normalità, la speranza il futuro. La scuola coinvolge 30 milioni di persone, è una macchina complessa». Il ministro poi ha parlato delle risorse messe in campo per l’assunzioni già di tanti precari tra personale docente e non e poi ha evidenziato che con ogni probabilità il maxi concorso rinviato da circa 2 anni a ottobre finalmente si svolgerà.
Il ministro Roberto Speranza, ha ribadito che le valutazioni dei casi positivi all’interno degli istituti scolastici saranno valutati dalle aziende sanitarie locali. «Voglio ringraziare – ha detto – il personale del servizio sanitario nazionale per quello che hanno fatto nei mesi passati e per quello che faranno ora in questa nuova fase di relazione con le scuole. L’Italia è un grande Paese e lo ha dimostrato, ed io sono convinto che lo sarà anche in questo altro passaggio che è la riapertura della scuola”.
Il ministro dei trasporti Paola De Micheli ha chiarito le regole per il contenimento del virus all’interno dei mezzi pubblici dedicati agli studenti. “Per il trasporto locale abbiamo pensato ad un sistema di flussi complessi pensando anche a chi torna al lavoro. Ci sarà obbligo della mascherina chirurgica, il massimo del riempimento è all’80% e una riduzione dei posti in piedi. Dovranno esserci distributori di disinfettante e il personale dovrà verificare che la mascherina sia indossata”.
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