sabato 4 luglio 2020, Aggiornato alle 18:43
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La Sardegna sul passaporto sanitario si gioca l’estate 2020

 

È  arrivata alla stretta finale la querelle sul passaporto sanitario per gli arrivi in Sardegna. Il suo maggiore sostenitore, il presidente della Regione Christian Solinas, preferisce parlare di certificato: un attestato di negatività al Covid-19 che il governatore intende chiedere ai turisti che sceglieranno l’Isola per le prossime vacanze. La fattibilità dipende però dal Governo, al quale si chiede di consentire a tutti i cittadini di potersi sottoporre al test in laboratori pubblici o privati, o nelle farmacie. Di promuovere una liberalizzazione, insomma.

La riapertura progressiva dei voli – sempre che il Mit non opti per un rinvio – è prevista a partire da martedì 3 giugno e per venerdì 29 maggio Solinas si aspetta che Roma si pronunci. La risposta sarà con ogni probabilità negativa. Già il viceministro della Salute Sileri ha definito “impraticabile” la via del passaporto, e lo stesso ha fatto la commissione tecnico-scientifica nazionale. Solinas non ha un alleato nemmeno nel collega della Liguria Giovanni Toti (“passaporti sanitari inutili e impossibili”) e ieri su La7 nella trasmissione “Di Martedì”, il ministro Roberto Speranza ha chiarito che le patenti di immunità non esistono.

Ma la Regione, al momento spalleggiata solo dalla Sicilia, tira dritto e percorre le vie istituzionali: l’assessore della Sanità Mario Nieddu (Lega) ha già trasmesso la proposta della Sardegna al coordinatore della commissione Sanità nella Conferenza delle Regioni, il collega del Piemonte Luigi Icardi (Lega). Ottenuto l’ok in commissione, la proposta dovrebbe entrare sotto forma di odg nella Conferenza Stato-Regioni entro venerdì 29. Un passaggio cruciale per comprendere le intenzioni del Governo. L’idea della Regione Sardegna è quella di inserire questi test nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per pazienti sintomatici (per i quali sarebbero gratuiti), mentre gli asintomatici l’esame lo dovranno pagare. In tutti i casi – ha sempre detto Solinas – è previsto il rimborso sotto forma di voucher turistici. Il presidente ha già in mente l’esame ideale da fare almeno tre giorni prima dell’imbarco: il test salivare che però ancora non è validato in Italia. Oggi l’assessore Nieddu proverà a contattare l’Università lombarda “Insubria”, che l’ha già sperimentato, per capire quali siano i tempi. Oltretutto, se – come è probabile – la soluzione passaporto non passasse, il salivare potrebbe servire alla causa “Sardegna Covid free” con la somministrazione direttamente negli scali dell’Isola. In questo caso, probabilmente, su base volontaria. Sempre per venerdì, Solinas ha annunciato ulteriori dettagli sulle strade alternative al passaporto. Il piano B prevede l’autocertificazione da compilare prima di atterrare in Sardegna abbinata a una app da scaricare – su base volontaria – per la geolocalizzazione durante la permanenza. Anche in questo caso non mancano i dubbi. Il capogruppo dei Progressisti in Consiglio regionale, Francesco Agus, ha già fatto notare che «ai sensi del decreto del presidente della Repubblica 445/2000 non è possibile autocertificare una condizione di salute».

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