domenica 29 marzo 2020, Aggiornato alle 6:10
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Coronavirus. Allarme rientrato a Sassari: salgono a 424 i contagiati in Italia

 

È rientrato l’allarme per la ragazza di Porto Torres che intorno alle 18.00 di oggi è stata trasportata all’ospedale di Sassari per fare gli accertamenti  in quanto i sintomi  che manifestava erano simili a quelli dati dal Coronavirus. Ma ciò che ha fatto scattare il protocollo- che si attiva in questi casi- è stato il fatto che il padre della giovane era  appena rientrato da una delle zone rosse del Lodigiano, dove lavora come operaio.

A livello nazionale,  al sesto giorno dal primo italiano positivo al Coronavirus, cambia la strategia di rilevazione: i tamponi saranno somministrati solo a chi mostra sintomi. Intanto, oggi si registra la dodicesima vittima, la prima in Emilia Romagna. Ed i contagiati toccano quota 424; le Marche e la Puglia sono le ultime regioni coinvolte. Undici in tutto. Non sono stati individuati al momento nuovi focolai.

Otto i minori con Covid-19, sette in Lombardia ed uno in Veneto. Ma ci sono anche notizie positive, come la guarigione dei primi casi di malattia accertati in Italia, la coppia di turisti cinesi ricoverata allo Spallanzani: dopo il marito, è risultata negativa anche la moglie.

Mentre a Piacenza una mamma positiva al virus ha partorito un bimbo sano. Intanto, la procura di Lodi – come in precedenza quella di Padova – ha aperto un’inchiesta sulla diffusione della malattia e carabinieri del Nas hanno ispezionato gli ospedali di Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. L’Oms esprime “piena fiducia” nell’azione dell’Italia. La vittima di oggi è un 70enne che era ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale di Parma. L’uomo proveniva da San Fiorano, nella zona rossa del Lodigiano ed aveva pregresse patologie pregresse respiratorie. Tra gli oltre 400 contagiati è sempre la Lombardia in testa con 258; seguono Veneto (87), Emilia Romagna (47), Liguria (16), Piemonte (3), Lazio (3), Sicilia (3), Marche (3), Toscana (2) e Alto Adige (1). In serata si è avuta notizia del primo caso in Puglia: una persona residente in provincia di Taranto che era stata a Codogno. I pazienti ricoverati con sintomi sono 128, 36 sono in terapia intensiva, mentre 221 si trovano in isolamento domiciliare. Tre persone sono guarite. I casi che hanno avuto la conferma di positività del secondo test effettuato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) sono 194.

I casi positivi in Liguria provengono da due alberghi di Alassio (Savona), che ospitavano turisti di Castiglione d’Adda, comune della zona rossa nel Lodigiano. E dopo giorni di escalation di contagiati e vittime, il Governo cambia strategia, avendo attribuito l’anomalia dell’Italia terza al mondo per positivi al Covid-19 dopo Cina e Corea del Sud alla grande quantità di tamponi fatti: diecimila contro i meno di mille di Francia e Germania. Da oggi, ha annunciato il direttore del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, al test saranno sottoposti solo i pazienti sintomatici e chi è stato in stretto contatto con le persone positive.

Ciò, ha spiegato, perché il rischio contagio «è elevato nei soggetti sintomatici mentre è marcatamente più basso in quelli asintomatici». Quanto al gran numero di tamponi dei primi giorni, complessivamente 9.000,  Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e membro italiano all’Oms, lo imputa al «fatto che alcune Regioni non hanno inizialmente seguito le linee guida basate sulla evidenza scientifica che prevedevano il test solo a soggetti sintomatici con ‘fattori di rischio’ legati a provenienza e contatti avuti. Alcune Regioni hanno esteso i test e ciò ha generato una “sovrastima dei casi”. Sovrastima di casi che ha generato allarme in tutto il mondo e sta mettendo l’Italia in una sorta di quarantena. Ma l’Oms assolve Roma. «Non bisogna – ha detto Hans Kluge, direttore Europa dell’Organizzazione – cedere al panico, bisogna fidarsi pienamente di quello che sta facendo il ministero della Salute in Italia, in collaborazione con la Protezione Civile». Si apre poi un fronte giudiziario. I Carabinieri del Nas di Piacenza, su disposizione della procura di Lodi, hanno sequestrato all’ospedale di Codogno le cartelle cliniche del cosiddetto ‘paziente 1’. Ispezioni sono state fatte anche in altri ospedali dell’area del focolaio lodigiano. L’Asst di Lodi si difende.

«Le procedure di protezione individuale dei medici e degli infermieri – spiega – hanno consentito un primo iniziale contenimento dell’infezione». Ed il caso 1 «non era sospetto» quando si è presentato per la prima volta al pronto soccorso ed ha rifiutato il ricovero. Si muove anche la procura di Milano, che indaga sulle speculazioni sulle vendite di mascherine e gel disinfettanti e sta monitorando le piattaforme di vendita on line, dove i prezzi sono saliti alle stelle. Uomini delle Fiamme Gialle hanno acquisito documenti nelle sedi Amazon e eBay. Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha firmato un’ordinanza per vietare l’esportazione dei Dispositivi di protezione individuale ed accentrarne l’acquisto in capo al Dipartimento: sono 500mila le mascherine che nelle prossime ore verranno inviate alle Regioni che ne hanno fatto richiesta.

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