mercoledì 1 aprile 2020, Aggiornato alle 21:20
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13enne autistico viene invitato dall’attore a lasciare il teatro. La denuncia sui social

Le poltroncine del teatro

 

In tempi in cui si parla tanto di rispetto e di accettazione della diversità, capita che, mentre si esibisce su un palco, un attore interrompa lo spettacolo e, davanti ad una platea di circa 700 persone:  «additi un ragazzino colpevole solo di vivere, suo malgrado, la condizione dell’autismo e lo inviti a lasciare la sala in quanto i suoi “versi” di felicità disturbano la sua concentrazione».

La denuncia di un padre sassarese, resa nota su un gruppo social, è diventata subito virale. «Mio figlio 13enne, autistico non più verbale, racconta, si trovava accompagnato dall’educatore e dall’insegnate di sostegno, assieme ai suoi coetanei ad assistere a uno spettacolo al teatro Verdi».

Il ragazzino secondo quanto ricostruisce il padre «avrebbe espresso per tre volte la propria gioia attraverso dei versi» senza però arrecare nessun genere di disturbo alla gente presente in sala.

A quel punto «uno degli altri attori si è avvicinato all’insegnante di riferimento del piccolo, chiedendo, di portarlo fuori dalla sala».  L’insegnante ha obbedito per non creare ulteriore imbarazzo fra i presenti. A fine spettacolo qualche altro docente ha chiesto spiegazioni all’attore e responsabile della Compagnia teatrale e la motivazione è stata che disturbava la concentrazione.

Il genitore nel suo “sfogo mediatico” precisa che la scuola aveva avvisato che in sala, ad assistere allo spettacolo teatrale, ci sarebbe stato anche  un minore “disabile”.

Il padre del 13enne adesso chiede che la storia venga divulgata ma non per criticare l’atteggiamento del teatrante ma per sensibilizzate tutti su una tematica delicata.

Per dovere di cronaca, comunque, la nostra redazione ha contattato il protagonista dell’episodio, il quale ha dichiarato di non essere stato informato che il ragazzino fosse autistico. «È uno spettacolo molto forte sulla droga e pensavo fosse qualcuno che stesse disturbando volutamente – ha riferito – altrimenti non mi sarei mai permesso di dire alla sala “chiunque sia si allontani”».

L’attore, inoltre, ha scritto un post di pubbliche scuse sul suo profilo social e si è chiarito con il padre del ragazzino; quest’ultimo, invece, ha ammesso di aver agito d’impulso.

«Sono stato esposto alla gogna mediatica per un grosso equivoco: io da tanto faccio spettacoli per il sociale e non mi sarei mai permesso di dire a un ragazzo autistico di abbandonare la sala» conclude l’artista.

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