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“Hai lasciato un vuoto incolmabile”: così l’ assassino di Speranza Pontis sui social

Massimiliano Farci e Speranza Pontis
Massimiliano Farci e Speranza Pontis

“Voglio solo dire che hai lasciato un vuoto incolmabile, qui Tutti aspettano, sappi che hai un posto riservato nel cuore e non solo, che ogni cosa si può sistemare, te lo dico io che so cosa vuol dire cadere nel baratro E pensare che tutto sia irrecuperabili, ,ma, non è così, tutto quello che pensi sia irrecuperabile è falso, tutto si sistema nella vita, nessuno giudicherà, tanti ti amano, tanti sperano in te, tanti credono in te, soprattutto io, qualunque sia il problema Ne parleremo anche se ne abbiamo parlato tanto, non smetteremo mai di parlarne. Ma ti supplico di fare in modo che possiamo parlarne. Ho sempre creduto nella SPERANZA” .

Speranza Pontis in una delle ultime immagini

Speranza Pontis in una delle ultime immagini

Così Massimiliano Farci scriveva il 27 gennaio, sul suo profilo facebook, nessuno sapeva che stesse recitando una parte. Lui ignorava di essere all’ultimo atto della messinscena: gli investigatori avevano stretto il cerchio intorno a Massimiliano Farci, 53 anni, di Assemini, già condannato all’ergastolo nel 1999 col fratello Alessandro per l’omicidio di Roberto Baldussi, ragioniere di San Sperate, per impossessarsi della sua auto di lusso. Ora il co-autore del “delitto della Lotus rossa” è accusato di omicidio doloso, occultamento di cadavere, furto e utilizzo indebito del bancomat di Speranza Ponti, 50 anni, di Uri, trasferitasi da Genova ad Alghero dopo essersi fidanzata con lui. Oggi il cadavere della donna, la cui disponibilità economica era aumentata negli ultimi tempi grazie a un’operazione immobiliare, è stato ritrovato dai Carabinieri della compagnia di Alghero a Monte Carru, tra le campagne di Carrabufas e il centro abitato, in un’area con un grande resort e villette a schiera utilizzate prevalentemente a fini ricettivi. A Natale i parenti di Speranza Ponti ne avevano denunciato la scomparsa.

Le indagini dei Carabinieri, coordinate dal procuratore di Sassari, Gianni Caria, si erano concentrate subito su di lui. Scontati vent’anni di reclusione, era in semi-libertà: di giorno gestiva la pizzeria “Sergio’s” di via XX settembre, a due passi dal centro storico della città turistica, di notte rientrava in carcere, in via Vittorio Emanuele, non lontano dal suo locale. Il racconto reso ai militari che indagavano sulla sparizione della compagna non ha mai convinto.

Anche i parenti di lei avevano ben chiaro cosa fosse successo, ma hanno rispettato la consegna del riserbo, consentendo agli inquirenti di far cadere in contraddizione il sospettato. DI lei non si avevano più tracce da dicembre: Il 16 dello stesso mese, da un nuovo profilo facebook, Speranza Ponti aveva fatto sapere: “Sto benissimo… Sto andando verso la cattedrale di Compostela… FANTASTICO...”. Il post la “geo-localizzava” all’aeroporto di Madrid, mentre il 9 dicembre dall’aeroporto di Barcellona aveva scritto “eccoci!!!!….finalmente...” dal suo profilo abituale.

Non capendo il perché di un nuovo profilo e della fine dei contatti con i parenti, i Carabinieri hanno intensificato le ricerche. Riscontri, interrogatori, verifiche e ieri la svolta: i Ris controllano il locale, lui viene interrogato ancora e alla fine ammette la morte della fidanzata. Dice di sapere dove si trova il cadavere, di averlo nascosto lui. Ma parla di suicidio. La data 6 dicembre. Per gli inquirenti, dopo ventuno anni, è responsabile di un nuovo assassinio. Assistito dall’avvocato Daniele Solinas, attenderà nel carcere di Bancali, a Sassari, di essere interrogato dal gip.

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