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Confimprenditori Sardegna: “80 opere pubbliche in stato di abbandono, la crisi edilizia è grave”

 

Sono 80 le opere pubbliche in stato di abbandono nelle 4 province sarde: è quanto emerso da uno studio della Confimprenditori Sardegna sulle incompiute delle pubbliche amministrazioni.

Si tratta di opere di grande rilievo ed interesse pubblico, come scuole, parchi, centri ospedalieri, dighe, centri intermodali, riqualificazione delle aree urbane, palazzo dello sport ed altre opere finite ma lasciate incompiute ormai da 20 anni.

Come esempi, si citano nel rapporto dettagliato il pronto soccorso e reparto malati psichici di N.S. di Bonaria di San Gavino, per i quali son stati spesi € 3.202.000 ma per i quali i lavori sono stati interrotti a causa della mancanza di fondi.

Ancora, un’opera  turistico culturale nel comune di Serri, un vero e proprio centro servizi per l’area archeologica di Santa Vittoria interrotto per lo stesso motivo.

Lo studio rende noto anche che ci sono lavori in appalto dal 1992 al 2018, con interesse della Regione per un totale di  € 232.110.628,00 ripartiti tra le province: per quanto riguarda quella di Nuoro si tratta di 63.500.700,00 e per Nuoro città 8.993.500,00.

Le cifre globali sono da capogiro: € 75.283.642,00 per lavori interrotti per mancanza di fondi, oltre il termine contrattuale, 80.650.016,00 per lavori  interrotti e dove non sussistono le condizioni di ripresa per motivi tecnici, 76.117.150,000 per i lavori ultimati ma non collaudati per mancanza di requisiti previsti.

«La direzione regionale dei lavori pubblici della Regione Sarda – spiega la nota di Confedilizia Sardegna dove vengono riportati i risultati dell’ufficio Studi –  per niente preoccupata dal danno asserisce che le incompiute vengono utilizzate  anche con diversa destinazione, lo prevede il Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni della legge 22 dicembre 2011, n. 214 art 44 bis. Questa legge salva tutti e dimostra quanto venga ignorata una spesa pubblica di un’opera di valore che può mettere a rischio l’incolumità stessa delle persone, come dimostrato dal crollo del Ponte di Oloè. La modifica stessa delle incompiute ha un costo e non si conosce l’inizio di eventuali lavori».

La situazione denunciata dalla Confimprenditori, con cifre e dati alla mano è che la Regione Sarda finanzia opere pubbliche senza un adeguato controllo dei lavori, con una conseguente grave crisi edilizia a spese di centinaia di disoccupati che attendono e sperano in una ripresa del settore, che è  portante della nostra economia isolana.

«Forse – si legge nella nota -la Regione è ignara della grave situazione economica che regna nella nostra Isola».

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