lunedì 14 ottobre 2019, Aggiornato alle 13:04
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La testimonianza: “noi vittime di un truffatore seriale sparito nel nulla con il nostro scooter, state attenti”

Lo scooter TMAX 500 oggetto della truffa

«State attenti, nonostante le denunce a suo carico questo uomo continua a truffare la gente e ad agire indisturbato». A parlare è M.S. originario del Nuorese ma residente a Olbia che vuole lanciare un appello perché altri come lei e il suo fidanzato (anche lui barbaricino) non siano vittime del raggiro nel quale sono cascati ingenuamente.

Circa un mese fail ragazzo di M. S. mette l’inserzione online per la vendita di un T Max 500 Yamaha. «Ci contatta O.C nato a Sassari ma residente ad Alghero interessato all’acquisto della moto».

Toni affabili e gentili, contatta la coppia di fidanzati su WhatsApp «entriamo in confidenza dicendoci che si occupava di allenare dei cani e che doveva viaggiare e per arrivare prima a lavoro stava cercando una moto» racconta la giovane che prosegue: «concordiamo per il pagamento, ci manda lo screenshot del bonifico a questo punto ci vediamo prima per consegnargli lo scooter e il giorno dopo ci siamo visti a Sassari per  effettuare il passaggio».

A questo punto scatta la trappola: l’uomo arriva all’appuntamento con 20 minuti di ritardo con due bimbe (che a detta sua erano le figlie) e un altra persona presentato alla coppia come il suocero. «Gli stavo spiegando tutti i particolari della moto ma lui con molta fretta ci ha detto  che andava  bene  e di fare il passaggio di proprietà».

Documenti di identità alla mano, registrate le generalità al PRA nei termini di legge, tutto sembra andare per il verso giusto ma la sconcertante realtà si manifesta dopo alcuni giorni. La cifra del bonifico bancario pattuita per 4.900 euro più due caschi in omaggio, infatti, non compare sul conto del venditore e da quel momento cominciano a diradarsi anche i contatti telefonici.

Dopo i primi scambi telefonici, il compratore prende tempo, appare tranquillo e rassicurante, e imputa alla banca il ritardo del bonifico ma poi fa perdere le sue tracce.

O.C. non risponde più al telefono. A quel punto, davanti all’evidenza di essere cascati dentro una truffa ben organizzata, alla coppia di giovani non resta altro che sporgere denuncia presso gli uffici della Questura di Sassari. «Solo così abbiamo scoperto che le Forze dell’Ordine lo conoscono bene per tante altre querele sia per truffa che per altri reati».

La coppia ovviamente conosce generalità e indirizzo di residenza (tutto registrato al momento del passaggio di proprietà) e prima di sporgere denuncia hanno tentato di incontrare  il truffatore personalmente ad Alghero, dove vive per farsi restituire la moto ma ogni tentativo si è rivelato superfluo.

«Adesso dovremmo pagarci un avvocato per agire ma nel frattempo ci ritroviamo senza scooter, senza soldi e con una denuncia in mano che non blocca il fantomatico acquirente nel fare altri raggiri» conclude rammaricata M.S..

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