domenica 20 ottobre 2019, Aggiornato alle 22:40
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Tra impegno sociale e teatro Elighelande di Scano Montiferro, compie 40 anni

La compagnia teatrale Elighelande

Farebbe invidia ad una compagnia teatrale, di quelle famose, il curriculum che l’associazione culturale Elighelande, di Scano Montiferro, può vantare. Innanzi tutto la durata nel tempo, 40 anni, che ha visto pian piano una sua maturazione, e poi la varietà di azioni che hanno caratterizzato, sempre, il gruppo creato e guidato da Piero Obinu come regista e Gina Salaris come autrice, impegnati in forme teatrali sempre permeate di una vena di impegno sociale, senza togliere nulla allo spettacolo.

Il tutto cominciò alla fine degli anni settanta, i favolosi direbbe qualcuno. Nella prima rappresentazione “ Con il rock contro la droga”, il gruppo cominciò a lanciare i suoi messaggi utilizzando il linguaggio più confacente ai giovani di quel periodo, compresi gli autori poco più che ventenni: la musica rock. Da li spettacoli pieni di musica, luci psichedeliche, balli ed altro ancora, qualche volta un poco ostici per i più grandi, ma sempre volti a suscitare dibattito, che regolarmente avveniva dopo la rappresentazione, nel quale veicolare i messaggi. Dopo la droga, sempre con lo stesso stile, furono lanciati, scanditi in vari anni, altri temi di interesse sociale come l’alcolismo, l’emarginazione, l’emigrazione, la violenza sulle donne. Una maniera forse ingenua, ma certamente autentica, per un contributo alla crescita della piccola società scanese.

Poi la svolta verso il teatro in limba da cui “Su malaidu renigozinu”, una versione tutta scanese del “Malato immaginario”, il lavoro presentato nuovamente l’altra sera per celebrare i 40 anni di attività. Non sono mancate puntate anche nella penisola come a Pisa, con Pedru Zara, un lavoro di Leonardo Sole. A dimostrare il costante impegno nel sociale l’associazione non ha mai mancato, tutti i primi maggio, di organizzare nella pineta di San Giorgio, una giornata celebrativa con giochi e tornei, ma sempre con un dibattito in programma, nel quale affrontare ancora temi sociali.

E poi anche momenti pregnanti e ricchi di umanità, come i 4 anni di teatro terapeutico presso il carcere di Macomer. E ancora il teatro con le scuole e il coinvolgimento dei ragazzi nell’elaborazione del testo: 15 anni con il liceo di Macomer, ora già tre con l’Istituto tecnico. Non c’è l’accademia né la frequenza con grandi maestri nel lavoro di Piero e Gina, ma solo una grande passione ed una grande volontà. Quelle che, per intenderci, producono risultati.

Pier Gavino Vacca

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