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Esami di guida bloccati nel Nuorese. Maoddi a Toninelli: “Vergognoso!”

L'ingresso alla Motorizzazione Civile di Nuoro (© foto S.Novellu)
L'ingresso alla Motorizzazione Civile di Nuoro (© foto S.Novellu)

 

Dura presa di posizione dell’esponente di Fratelli d’Italia Daniele Maoddi che chiama in causa direttamente il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli relativamente alla grave situazione di paralisi totale che da mesi ormai riguarda la Motorizzazione di Nuoro e che si riflette sugli operatori delle autoscuole e sui cittadini.

«È grave e inaccettabile che ancora non si sia ancora trovata una soluzione che consenta alle autoscuole della provincia di Nuoro di poter tenere gli esami di guida  – scrive Maoddi in una nota – siamo dinnanzi ad una indecorosa paralisi dell’attività che evidenzia la debolezza politica del nostro territorio. Intervenga direttamente il ministro Toninelli, al quale nelle settimane scorse ha rivolto un’interrogazione anche il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda, per chiedere l’interessamento diretto ad un caso veramente vergognoso. È vero infatti che i problemi relativi agli organici degli uffici della Motorizzazione è diffuso e presente anche in altre regioni ma il blocco totale degli esami di guida e delle revisioni dei pullman e dei camion è un caso unico su tutto il territorio nazionale e necessita di una soluzione immediata».

«Le rassicurazioni fornite dal direttore generale della Motorizzazione Giovanni Lanati nel corso dell’incontro con le associazioni delle autoscuole tenutosi nei giorni scorsi a Nuoro, costituiscono un segnale positivo di attenzione ma non è pensabile attendere oltre: operatori e cittadini interessati al conseguimento di un diritto come il conseguimento della patente di guida hanno atteso anche troppo. Il Ministro Toninelli – conclude – si attivi subito affinché sia messa la parola fine ad un caso che rappresenta un’autentica vergogna nazionale e un pessimo esempio di “degrado istituzionale”, di abbandono e smantellamento dei servizi e dei presìdi dello Stato nei territori di periferia».

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