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Popolo della Famiglia contro il Gay Pride: “è un’istigazione a fatti come quelli di Bibiano”

Gay Pride a Cagliari

 

La festa, la musica e i colori dell’edizione numero 8 del Sardegna Pride, la manifestazione per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessualità, celebrata a Cagliari sabato scorso con la partecipazione di oltre 40mila persone fa insorgere il Popolo della Famiglia che con un comunicato stampa afferma: “Non è difficile ricollegare gli avvenimenti di Bibbiano a questa ben precisa ideologia, dato che proprio l’assistente sociale era attivista LGBT“.

Secondo gli esponenti del Popolo della Famiglia portare i bambini a queste manifestazioni è controproducente perché : “i gay pride, che sempre più mirano ai bambini attraverso i baby pride. Non si tratta di limitare la libertà di qualcuno, ma di proteggere i più indifesi da chi li vuole condizionare con dottrine e ideologie aberranti che distruggono la loro identità sessuale ed il legame con la famiglia naturale”.

Nuoro, prima tappa del Sardegna Pride 2018 (foto S.Novellu)

Nuoro, prima tappa del Sardegna Pride 2018 (foto S.Novellu)

Dunque se sabato gli omosessuali e non solo, in quanto tanti gli etero che hanno partecipato all’evento, hanno lanciato il grido di battaglia di questa edizione “noi siamo ovunque, ovunque siamo”. Il Popolo della Famiglia risponde non solo di fare luce sui fatti di Bibiano ma di non sottovalutare: “i legami con i tentativi ripetuti di infiltrazioni ideologiche nelle scuole operati dai gruppi legati all’LGBT, dietro l’apparente lotta contro le discriminazioni. Il lavaggio del cervello operato su bambini strappati alle loro famiglie somiglia molto al lavaggio del cervello che viene fatto oggi in molte scuole con giochi quali “il gioco del rispetto” e “il gioco del dottore” e letture di stampo LGBT, dove il maschio è una femmina e ogni differenza sessuale viene annullata”.

“Inoltre la violenza evidenziata dall’indagine “Angeli e demoni” è la stessa insita nel desiderio di chi ricorre all’utero in affitto per avere un figlio a tutti i costi, privandolo di madre o padre e generando la cosiddetta “famiglia arcobaleno” dove la figura genitoriale non presente viene usata a scopo procreativo ma poi eliminata perchè ritenuta inutile”.

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