Bimbo di due anni ucciso di botte: il suo carnefice tenta il suicidio in carcere

sabato 15 giugno 2019, Aggiornato alle 15:57
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Bimbo di due anni ucciso di botte: il suo carnefice tenta il suicidio in carcere

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Nicholas Musi con in braccio il piccolo Leonardo e la madre Gaia Russo

 

Ha tentato il suicidio nel carcere di Novara Nicholas Musi, il 23enne arrestato con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per la morte del figlio della compagna, Leonardo, di appena 20 mesi.

Musi era recluso da venerdì, quando la squadra mobile di Novara su ordine della procura lo avevano arrestato con la compagna Gaia Russo, 22 anni, ai domiciliari in una struttura protetta perché incinta. Era stata lei, giovedì scorso, a telefonare al 118 perché il figlio di venti mesi si sentiva male. “È caduto dal letto”, aveva sostenuto con i soccorritori.

L’autopsia sul bimbo, morto all’arrivo in ospedale, ha rivelato una serie di traumi e una emorragia al fegato per un violento colpo all’addome (APPROFONDISCI)

Nella notte tra lunedì e martedì, dunque,  a poche ore dal funerale del bimbo, l’uomo – rende noto l’Osapp, Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria – ha cercato di impiccarsi con un lenzuolo alle inferriate della sua cella. Solo l’intervento della polizia penitenziaria ne ha evitato la morte.

 

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