martedì 16 luglio 2019, Aggiornato alle 16:01
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Nel canto dei Tenores di Mamoiada e Oliena l’essenza della lotta di Paolo Palumbo – IL VIDEO

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Tenores di Oliena e Mamoiada da Paolo Palumbo
Tenores di Oliena e Mamoiada da Paolo Palumbo

 

Paolo Palumbo, lo chef oristanese che da almeno tre anni, oltre a essere il più giovane in Italia che combattere la propria battaglia contro la Sclerosi laterale amiotrofica e quella con il governo per poter accedere alla terapia sperimentale del Brainstorm, ieri ha ricevuto i Tenores di Oliena e Mamoiada.

I Tenores si sono esibiti a casa della famiglia di Palumbo con un repertorio emozionante: gli hanno dedicato anche una poesia, composta da Antonio Putzu, voce del tenore Ulianesu, mentre Maurizio Diana, dei tenores di Mamoiada, ha fatto gli auguri da parte di entrambi i gruppi.

«Siamo andati per dare supporto a Paolo invece è lui che ci ha dato un profondo insegnamento: nonostante le continue sofferenze continua ad essere aggrappato tenacemente alla vita» ha detto Luca Atzori dei tenores di Oliena.

Intanto Palumbo – che nel frattempo è stato contattato dal ministro della Sanità Giulia Grillo per capire se ci sono i presupposti per iniziare la terapia sperimentale – mercoledì scorso ha inviato una lettera al consiglio comunale di Oristano che suona come un atto di accusa alla politica e alle istituzioni.

Tenores di Oliena e Mamoiada da Paolo Palumbo

Tenores di Oliena e Mamoiada da Paolo Palumbo

“In questi anni di continue sofferenze – ha scritto nella missiva letta in aula dal sindaco Andrea Lutzu – molti esponenti di forze politiche ed economiche hanno promesso platealmente ‘Io ci sono’. Parole forti, eppure inconsistenti, che hanno fatto sì che la rabbia prendesse il posto della speranza. Ogni volta rimaniamo appesi a un bel discorso pronunciato da chi potrebbe migliorare le nostre condizioni, a promesse evanescenti, puntualmente dimenticate, eterna conferma di quanto sia facile dimenticarsi di noi”.

Con grande dignità, Palumbo, rivolgendosi direttamente “alle istituzioni e a coloro i quali dovrebbero tutelare chi è colpito da un’invalidità”, chiede di “non essere indifferenti” nei confronti delle “persone che come me si trovano impossibilitate a badare a se stesse se non attraverso l’aiuto di qualcuno che, inevitabilmente, in un atto di coraggio inestimabile e in nome dell’amore, dà alla sua vita un a direzione diversa da quella che sperava. Queste – osserva – sono le mie parole e questa è l’unica voce che mi rimane. Custoditele per sempre. Così che stare su una sedia a rotelle, intubati o relegati a un letto, non ci renda né più né meno di quello che siamo, agli occhi degli altri. E non ci privi della libertà di essere noi stessi”, conclude.

 

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