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In quattro anni la Sardegna perde oltre 12 mila abitanti: 13 ricercatori propongono delle soluzioni

Un momento del convegno (foto P..G.Vacca)
Un momento del convegno (foto P..G.Vacca)

L’“Associazione Nino Carrus”, da anni, organizza convegni, tavoli di lavoro e pubblicazioni sul tema dello spopolamento della Sardegna. Nei giorni scorsi è stato presentato, a Borore, dal Presidente Fausto Mura, coadiuvato da Alessandra Porcu, il volume dal titolo “La primavera dei paesi”, primo stralcio dei 31 lavori presentati. Il premio a Daniela Pisu, il cui elaborato ha dato anche il titolo alla pubblicazione. Daniela ha descritto la situazione: la Sardegna dal 2011 al 2015 ha perso 12.125 abitanti. Su 377 comuni 277 perdono abitanti e la popolazione invecchia inesorabilmente. L’indice di invecchiamento è di 181 anziani ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Una trentina di paesi minacciano di scomparire tra non molti anni. Cosa fare per contrastare il fenomeno? I primi 13 elaborati presentati non entrano in analisi dei massimi sistemi. Niente proposte per industria, chimica o verde che sia, né infrastrutture o trasporti, né, ancora, energie rinnovabili. Nessuno finora ha toccato il problema dell’immigrazione che, in qualche misura, tampona lo spopolamento. I giovani ricercatori hanno fatto più che altro appello al loro vissuto, spesso all’immagine che hanno del loro paese, cogliendo gli aspetti spesso più percepiti con il sentimento che con analisi economiche. Da qui una serie di proposte che, pur scaturendo da realtà peculiari, sono applicabili dovunque. Daniela Pisu propone un turismo alternativo a quello balneare con la vallata del Temo, col suo fiume e il suo lago, non senza una valorizzazione del patrimonio storico-culturale, ma con in incremento della accessibilità. Un turismo di tipo esperienziale, con la realizzazione di albergo diffuso a Lollove, viene da Graziano Siotto. La valorizzazione del patrimonio etnografico è di Mario Paffi di Mamoiada, il cui museo delle maschere attira già molti turisti, favorendo anche una economia sulla ricettività. Da una precisa analisi delle risorse umane, comprese quelle giovanili lontane, ma disposte a tornare, nonché dalle risorse disponibili nel territorio, è partito il progetto illustrato da Gian Luca Atzori, del gruppo Propositivo di Macomer, convinto che la realtà a volte sembra più tragica di quanto è. Così come dalle esigenze colte direttamente dalle risposte dei giovani è partita Maria Chiara Sedda da Nuoro e dintorni. Pietro Manca di Scano Montiferro suggerisce di dare in comodato d’uso gratuito terreni abbandonati, sotto la guida di un agronomo, con un rilancio delle coltivazioni e dell’allevamento. E, a proposito di invecchiamento, non è mancato chi, come Maria Secchi, da Nughedu Santa Vittoria, propone un percorso di invecchiamento attivo.

Pier Gavino Vacca

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