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Vecchia Nuoro. Complici i crolli, continuano i “furti” alla memoria storica della città

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Nuoro. I resti della casa crollata a Santu Predu
Nuoro. I resti della casa crollata a Santu Predu

 

Tra insensibilità e indifferenza il centro storico di Nuoro continua a cadere a pezzi.

Pochi giorni fa, con gravi rischi per i cittadini, in via Sassari 15 è crollato il muro dalla vecchia casa che un tempo faceva parte de “Sa corte de ziu Franziscu Catgiu”, uno dei pochi resti superstiti di struttura abitativa comunitaria ancora presenti nel centro storico cittadino (APPROFONDISCI).

Nuoro, la casa di via Sassari prima del crollo

Nuoro, la casa di via Sassari prima del crollo

Aveva resistito al tempo e alle intemperie ma alla fine ha dovuto cedere davanti all’indifferenza e all’insensibilità da parte di chi avrebbe dovuto tutelare il nostro patrimonio storico e architettonico, così anche il vecchio muro della casa di via Sassari 15, a pochi metri dalla storica chiesetta di Santu Caralu (tanto cara al grande scultore Francesco Ciusa) è caduto a pezzi, rischiando anche di travolgere qualche malcapitato passante.

Sen’è andato così in polvere, dopo un forte boato, un altro pezzo di storia cittadina. E a distanza di una settimana, dopo lo sgombero delle macerie che invadevano la strada, i cedimento delle strutture murarie proseguono, con grande preoccupazione dei residenti.

Qualcuno, tra ignoranza e indifferenza, potrà dire che certo non si trattava un pezzo di grande importanza storico-architettonica, ma si deve convenire che, di certo, si trattava di un pezzo della nostra storia che cade in briciole giorno dopo giorno! Indubbiamente si tratta di una storia fatta di un’architettura semplice, senza pretese, ma pur sempre frutto di una creatività spontanea e genuina, che rappresentava un passato, che qualcuno in segno del cosiddetto “moderno” vorrebbe cancellare.

Continuano i crolli in via Sassari

Continuano i crolli in via Sassari

Il muro crollato faceva parte de Sa corte de ziu Franziscu Catgiu (in parte ancora superstite), che formava un nucleo abitativo comunitario ottocentesco, composto da un cortile con un arco di granito al centro (cui si accedeva da un portone sovrastato da un arco in pietra grezza ancora visibile) dove convergevano diverse abitazioni.

La vecchia struttura (che nel tempo suscitò l’interesse di visitatori e fotografi del passato), non più abitata dalla seconda metà del Novecento, dopo la demolizione dell’altro nucleo abitativo comunitario di Sos sette fochiles, ubicato nella centralissima via Lamarmora (inspiegabilmente abbattuto negli anni Settanta) resta ancora come un dei pochi edifici superstiti del centro storico cittadino risparmiati dall’insensata furia devastatrice.

Michele Pintore

© Tutti i diritti riservati

1 Response

  1. TONINO FROGHERI

    Vi è indubbiamente l’indifferenza dell’amministrazione pubblica che da mezzo secolo dimentica le sue proprietà nell’antico rione ma va segnalata l’incuria e la totale assenza anche dei privati possessori di antichissime case storiche come “sa dommo de ziu jubanne gabriele” alla fine di via chironi o la casa della famiglia Vento,vicino a Santa Ruche. Urgono norme che con interventi sostitutivi pongano rimedio a questo degrado. Interessante la proposta del sindaco Soddu di cedere le case coimunali all’ex IACP.

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