Assalto ai portavalori. Kalashnikov, esplosivi e lanciarazzi: così agiva il gruppo per far saltare i blindati

Sonia

Assalto ai portavalori. Kalashnikov, esplosivi e lanciarazzi: così agiva il gruppo per far saltare i blindati

mercoledì 23 Marzo 2016 - 06:58
Assalto ai portavalori. Kalashnikov, esplosivi e lanciarazzi: così agiva il gruppo per far saltare i blindati

L'assalto al portavalori alle porte di Nuoro

Tra gli obiettivi della banda un colpo nel Lazio

L’oroglese: «Questo penso lo apra pure un solo escavatore. Lo apre, se lo sbatti da dietro, neanche dal fianco, così se lo sbatti da dietro lo tagli in due».  «Secondo te con un lanciarazzi, così se lo punta, lo buca, ce la fa a bucarlo».  Olianas: «Lanciarazzi? Il lanciarazzi lo scaraventa in casino, ma stai scherzando, il lanciarazzi lo gira, lo ribalta. Esplode tutto. Sai dove lo sbatte. Quelli sono anticarro, quelli respingono un carro armato non un barattolo, così brucia tutto (riferendosi al denaro, ndr)».

Questa è una conversazione intercettata  con una ‘cimice’, e agli atti del decreto di fermo disposto dalla Dda di Cagliari, avvenuta a casa del vicesindaco di Villagrande Strisaili, Giovanni Olianas, considerato la mente del gruppo. Con lui parlano uno dei ricercati e un orgolese che le forze dell’ordine non sono riuscite a identificare.

Il gruppo stava progettando l’assalto a un furgone e si stava valutando la possibilità di usare un lanciarazzi per farlo saltare. L’uso della potentissima arma era stato considerato dalla banda tra settembre e ottobre del 2015, mentre studiavano l’assalto nel Campidano di un portavalori della Sicurezza Notturna.

Il colpo saltò perché la banda non riuscì a recuperare il mezzo pesante che serviva a bloccare il furgone blindato. Nessun commento su come recuperare il lanciarazzi, come se il gruppo ne avesse facilmente disponibilità.

Questo fa capire come la banda “paramilatare” speccializzata in assalti portavalori avevano una vasta gamma di scelta fra  kalashnikov, esplosivi, attrezzature per tagliare le porte blindate dei portavalori e far saltare i furgoni, in una occasione, avevano anche valutato la possibilità di utilizzare un lanciarazzi per far saltare un furgone, i componenti del gruppo criminale sgominato nei giorni scorsi in Sardegna in una blitz congiunto di Polizia e Guardia di finanza.

C’era anche un colpo in preparazione nel Lazio tra gli obiettivi della banda. Lo si apprende dalle 332 pagine del decreto di fermo che ha portato in carcere complessivamente 20 persone. Il 14 agosto del 2015 vengono intercettati Giovanni Olianas, vicesindaco di Villagrande Strisaili, e Fabrizio Manca, anche lui tra i fermati.

I due parlano a lungo dell’idea di un assalto a un portavalori a Latina e Ostia, proponendo di agire “nel giorno delle pensioni“.

«Tiro fuori quelle armi», dice Manca a Olianas, facendo capire di essere pronto ad agire. Nella stessa conversazione i due parlano anche di un altro possibile obiettivo: un bancomat a Castiadas, in provincia di Cagliari.

«Quasi quasi con te buttiamo giù quel bancomat a Castiadas – dice Manca – perché quello va bene, va bene a buttarlo dentro con una terna… Quasi quasi».

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