Gruppo di nuoresi chiede la laurea ad honorem alla memoria di Tzia Kischedda

Sonia

Gruppo di nuoresi chiede la laurea ad honorem alla memoria di Tzia Kischedda

lunedì 07 Marzo 2016 - 06:45
Gruppo di nuoresi chiede la laurea ad honorem alla memoria di Tzia Kischedda

Tzia Chischedda Careddu il giorno del suo centesimo compleanno

A 99 anni volle conseguire il Diploma di Scuola Media

È venuta a mancare all’età di 101 anni, il 7 febbraio del 2016, Francesca Careddu, a tutti nota come Tzia Kischedda.

Una vita come tante, quella di Tzia Kischedda, nata in un’umile famiglia nuorese a contatto con la dura realtà quotidiana fatta d’impegni familiari per accudire da giovane i suoi fratelli più piccoli e la famiglia, e per dare il suo contributo nei lavori agricoli.

Tutto questo, aveva portato la giovane Kischedda a interrompere con suo grande rammarico gli studi scolastici all’età di otto anni. Nel tempo, nonostante un matrimonio felice con un bravo e onesto operario e la nascita di ben sette figli, la donna per tutta la vita aveva accarezzato il sogno della scuola e dei suoi insegnamenti per ottenere un titolo di studio.

Donna che nei lunghi anni della sua vita aveva insegnato ai figli l’amore e il rispetto verso il prossimo, il valore del lavoro onesto e semplice, e con il mai sopito amore per la scuola e i suoi universali meriti e virtù, aveva sorpreso tutti alla veneranda età 99 anni per la sua ostinata decisione di voler conseguire il Diploma di Scuola Media.

Come gran parte delle vecchie donne sarde casalinghe, il non aver avuto un’adeguata cultura scolastica era nel tempo per lei diventato un vero e proprio cruccio, anche se ha avuto il merito di insegnare a tutti quelli che l’hanno conosciuta gli alti valori della Vita e della Famiglia.

Preso atto della situazione, recentemente un gruppo spontaneo di cittadini nuoresi si sono fatti portavoce tramite gli organi di stampa per un intervento presso la prof.ssa Del Zompo e i componenti del magistero universitario, per conferire alla memoria di Francesca Careddu come “Amante e divulgatrice amorosa della Scuola”, il massimo riconoscimento da parte della più grande istituzione scolastica della nostra Regione “alla memoria della buona e saggia scolara”.

Michele Pintore

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