Amianto: il caso Ottana approda in Parlamento

Sonia

Amianto: il caso Ottana approda in Parlamento

martedì 26 Gennaio 2016 - 11:52
Amianto: il caso Ottana approda in Parlamento

Il caso Ottana discusso oggi in Parlamento

Il piano non è stato reso concretamente operativo se non a per alcuni interventi soprattutto di carattere sanitario

Ieri nella Sala di Montecitorio un gruppo di deputati si è impegnato a presentare un disegno di legge alla Camera dei Deputati, ritenendo che le difficoltà che sono state frapposte in Senato, specialmente in seno alla Commissione Lavoro, potessero essere superate.

Il disegno di legge è stato presentato nella conferenza stampa di oggi presenti il deputato firmatario Michele Piras  e alcuni esponenti del CNA, nella fattispecie  Mario Murgia (Aiea Vba Matera), Maura Crudeli (Aiea Roma), Sabina Contu (Aiea Sardegna)

Il Coordinamento Nazionale Amianto (CNA) è quella rete di associazioni e movimenti, cui aderiscono anche organismi scientifici, che si batte per porre fine, dopo averli riconosciuti, ai danni e rischi dell’amianto.

Il CNA ha chiesto e ottenuto che il Governo convocasse la seconda Conferenza Nazionale sull’amianto (Venezia- novembre 2011) e che alla sua conclusione venisse redatto il Piano Nazionale Amianto: anche questo è avvenuto, ma il piano non è stato reso concretamente operativo se non a per alcuni interventi soprattutto di carattere sanitario.

Inoltre le associazioni, i movimenti, i sindacati si sono battuti per ottenere il Fondo per le Vittime dell’amianto: anche questo è stato ottenuto, ma sostanzialmente per le vittime del lavoro, mentre per i cittadini esposti e colpiti dalla più grave malattia da amianto (mesotelioma) lo è stato, ma in maniera assolutamente irrisoria e inaccettabile.

Nel 2014 poi si è preso coscienza che molti lavoratori esposti o colpiti da malattie correlate all’amianto o i loro superstiti, non avevano potuto ottenere le provvidenze risarcitorie stabilite dalla legge, per cui in Senato il 22 ottobre di quell’anno è stato presentato un disegno di legge (n. 1645), dal senatore Casson unitamente ad una quarantina di altre senatrici e senatori, perché si superassero gli ostacoli frapposti per dare a tutti ciò che era loro dovuto. In pratica si dovevano riaprire i termini delle domande, sospendere le prescrizioni, rivalutare le modalità di esposizione non solo per i lavoratori, ma per tutti gli ex esposti, militari compresi, e non meno perché le vedove dei deceduti potessero avere la possibilità di continuare a vivere dignitosamente con un’apposita indennità. Si punta in particolare a dare giustizia alle vittime e alle vedove degli ex esposti della Sardegna che sono stati quelli messi ancora più a margine.

Inoltre sul caso sardo è stato presentato un articolo aggiuntivo al decreto milleproroghe in cui si chiede di estendere gli atti di indirizzi ministeriali sui benefici previdenziali dell’amianto ai siti del polo chimico sardo che sino ad oggi erano stati esclusi.

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