Iglesias: pozzo sacro riemerge da una collina. Ora paradiso del trekking

Sonia

Iglesias: pozzo sacro riemerge da una collina. Ora paradiso del trekking

sabato 06 Giugno 2015 - 08:20
Iglesias: pozzo sacro riemerge da una collina. Ora paradiso del trekking

Il pozzo sacro di Bellicai

Il pozzo sacro di Bellicai

Il pozzo sacro di Bellicai

Studenti e volontari aprono nuovi sentieri nella foresta di Bellicai

 Il pozzo sacro ripulito sulla collina di Bellicai

Il pozzo sacro ripulito sulla collina di Bellicai

In tanti pensavano ci fosse un nuraghe, invece all’interno di una collina coperta da arbusti si nascondeva un pozzo sacro, nella foresta di Bellicai, nell’Iglesiente. Molti ci sono passati vicini senza riuscire a identificarlo, ricoperto com’era dalla vegetazione e privo di indicazioni per poterlo raggiungere.

L’impresa é riuscita a un gruppo di studenti-volontari del laboratorio d’arte pubblica e sociale della Scuola Civica Arte Contemporanea di Iglesias. Con un’azione di ‘guerrilla trekking‘ si sono addentrati nel tratto di bosco, identificato il sito e constatato lo stato di abbandono lo hanno ripulito da sterpaglie e vegetazione. Poi hanno realizzato e tracciato una segnaletica che dal centro di Iglesias, provocatoriamente da una discarica, conduce al sito archeologico. Un itinerario di tre, o per chi vuole, 10 km a piedi di sentieri per amanti del trekking che attraversano la foresta di sughero, e da alcuni tratti offrono anche una spettacolare vista sulla costa di Masua con il Pan di Zucchero che troneggia dal mare. È stata predisposta anche una zona sosta e ristoro ricavata da un vecchio rifugio per animali. Coordinate: 3920’18″N 828’1″E.

Tutto è nato da uno dei tanti incontri con la comunità previsti nel programma della Scuola Civica d’Arte Contemporanea, opera d’arte pubblica e sociale del collettivo Giuseppefraugallery, realizzata con la collaborazione del Comune di Iglesias. Gli studenti del corso 2.0 advanced sono stati invitati a produrre opere e interventi nel territorio. Un operaio precario, Angelo Dessì, ha suggerito l’idea della segnaletica.

«All’inizio abbiamo pensato ad un nuraghe – spiegano Pino Giampà ed Eleonora Di Marino, del collettivo Giuseppefraugallery – poi abbiamo scattato foto, rilevato l’insolita pianta e ci siamo confrontati con esperti di associazioni archeologiche che ci hanno anche inviato una planimetria completa dove figurava come pozzo sacro».

La Scuola é gratuita e non riceve finanziamenti pubblici, si occupa di ricerca e formazione con docenti e relatori di primissimo piano nel panorama dell’arte contemporanea regionale, nazionale ed internazionale. Organizza incontri con la comunità, elaborando progetti d’arte pubblica e sociale e contribuisce a disegnare il futuro del territorio tra i più poveri d’Italia, ospitando in residenza alcuni tra i più importanti artisti contemporanei.

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