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Vendite all'asta e sfratti: oggi si possono bloccare

sfrattiUn incontro a Paulilatino: «diverse le sentenze in proposito»

Sfratti esecutivi, pignoramenti e aste giudiziarie di case e aziende. Adesso si possono bloccare.

Lo hanno spiegato esperti e attivisti del coordinamento di alcuni movimenti e associazioni antisfratto (Movimento artigiani e commercianti liberi, associazione Zona Franca, Associazione vessati italiani Sardegna e Movimento Antiequitalia) nel corso di un incontro organizzato a Santa Cristina di Paulilatino dal movimento Popoli liberi Sardegna.

«Equitalia e banche non possono più fare il bello e il cattivo tempo» ha detto Fabrizio Fadda (il rappresentante del Movimento Antiequitalia che venerdì scorso ha potuto esporre il dramma di centinaia di famiglie sarde alla presidente della Camera Laura Boldrini), spiegando che diverse sentenze e pronunciamenti della Corte costituzionale, della Corte di Cassazione, della Corte di Giustizia europea e anche di diversi giudici ormai mettono paletti ben precisi che possono permettere appunto di bloccare e perfino di annullare le procedure di pignoramento, vendita all’asta e sfratto.

Questo può avvenire, per esempio, nel caso in cui vengano riconosciuti nel calcolo del debito tassi usurai o casi di anatocismo, oppure di cartelle di Equitalia firmate da persone che non avevano il titolo per farlo o ancora di vendite giudiziarie a prezzi inferiori al 30 per cento della stima iniziale.

Dalla riunione di Santa Cristina, nel corso della quale in tanti hanno raccontato la propria triste esperienza in materia, è anche partito un appello a chi è sotto sfratto a non chiudersi in casa ad aspettare che gli portino via tutto, ma a imparare a dire no utilizzando le ‘armi’ del diritto.

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