
Nuoro, Ospedale S. Francesco
(foto S.Novellu – Cronache Nuoresi)
L’odissea di chi deve usufruire del Pronto Soccorso problema tutto italiano e non solo nuorese…
Stefania Chisu, nostra preziosa collaboratrice, racconta una giornata forzatamente trascorsa al Pronto Soccorso del San Francesco di Nuoro: un calvario che si aggiunge al calvario di chi sta già male.. per problemi strutturali, logistici e assistenziali… Tutto questo solo per carenza di Personale Medico Sanitario?
Al lettore il giudizio finale…
Di solito sono molto paziente e comprendo che dietro certe situazioni alquanto anomale i poveretti che ci troviamo davanti non abbiano responsabilità né colpa. Capisco che ci sia una procedura da seguire per l’accettazione dei pazienti ma per l’ennesima volta oggi mi sono trovata al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro. Sono arrivata alle 9,00 con mio babbo che aveva un sospetto di trombo, la gamba gonfia, una vena pronta ad esplodere, dura e infiammata. -Chi deve fare l’accettazione?- Mio babbo si avvicina e fornisce i suoi dati alla “cortesissima” infermiera che dopo un’occhiata rapida quanto professionale, risponde che dovevamo aspettare e avere pazienza. Alla parola PAZIENZA capisco che evidentemente si sarebbe dovuto aspettare un’eternità e dico: «pazienza sì…. ma sa com’è se a mio babbo parte il trombo…… a me parte un attimo lo sclero!!!!». A questa affermazione in modo flemmatico l’infermiera risponde che se fosse partito il trombo eravamo già lì!!!! Dunque ritorna la parola pazienza.
E allora ci sediamo e aspettiamo, armandoci di PAZIENZA.
Ore 10,00 ambulanze, ambulanze, ambulanze……. quindi tutte urgenze, quindi passano tutti prima.
Poi si sentono le urla disumane di una donna straniera che si dimenava sulla barella e l’infermiera accoglie la signora e il marito per fare l’accettazione, peccato che non capisse una sola parola di inglese. Chiama quindi un ragazzo del servizio civile per tradurre e mentre la signora continuava a dimenarsi ed urlare lei insisteva che voleva il CODICE FISCALE/TESSERA SANITARIA!!!!!!!! Il marito le aveva dato il passaporto, che “cacchio” di CODICE FISCALE/TESSERA SANITARIA vuoi che ti dia!!!!! NIENTE. Tutti quelli che eravamo lì cominciamo ad agitarci, qualcuno si alza in piedi per vedere o capire che diavolo avesse quella poveretta alla quale la “simpaticissima” infermiera diceva di stare ferma mentre il dolore le dilaniava il corpo. Alla fine viene portata dentro per essere visitata da un medico.
Ore 11,00 uomo con braccio sanguinante! e lei: “chi deve fare l’accettazione????” e quello «IO, mi è entrato un coltello nel braccio!» bene….. seguono domande di rito: «quando è nato? prende medicinali? è allergico a qualche farmaco? mi dia la tessera sanitaria!». Alla fine gli mette uno PSEUDOCEROTTO e gli dice di aspettare lì armato di PAZIENZA!!!!
Ore 11,30 uomo gigante con pantalone tagliato alla HULK zuppo di sangue. «Chi deve fare l’accettazione?» e quello «IO, mi è scoppiata una vena!!!» Seguono domande di rito, PSEUDOCEROTTO e attesa lì in sala che, nel frattempo, si è anche riempita di donne con tre bambini che pensavano di essere al parco giochi, uomo delle macchinette che riforniva di merendine e bibite, ragazzo con spalla lussata a penzoloni, ecc. ecc.
Ore 12,00 gentilmente chiedo: «mi scusi se la disturbo….. è il caso che aspettiamo o andiamo dal medico e vediamo un po’ di far fissare una visita dall’angiologo??» risposta: «assolutamente NO!!! dovete aspettare e tra poco lo chiameranno….. ci vuole pazienza!!!»
Ore 13,00 dopo la mia richiesta di chiarimenti e la minaccia di babbo di uscire sulla stampa…. miracolosamente viene chiamato e visitato da una dottoressa che si spaventa (???!!!!!!????) e lo manda a fare una ecografia. Perfetto! Un ausiliario ci accompagna e ci lascia in sala d’attesa per l’ecografia. Ok Pochi minuti e viene fatta l’ecografia, risultato: tromboflebite. «Adesso dovete tornare al pronto soccorso e la dottoressa vi dirà…» Non essendoci ausiliari nei dintorni chiedo e ottengo il permesso di portare babbo sulla sedia a rotelle al Pronto Soccorso. Arriviamo e la dottoressa ci spedisce in chirurgia vascolare!!!!!!!!! Bene…….. morale della favola viene confermata la tromboflebite e finalmente alle 15 torniamo a casa.
RIFLESSIONI.
Caro Manager, Direttore Sanitario, assessore regionale alla Sanità: ammesso che non ci sia personale a sufficienza, ammesso che in estate il Pronto Soccorso di Nuoro diventa mèta anche dei turisti, nei confronti dei quali non facciamo una bella figura, ammesso tutto ciò che può servire a giustificare la situazione, c’è qualcosa che non funziona!
Innanzitutto la privacy: perché ogni persona presente deve sentire il mio nome, cognome, data di nascita, che cosa ho e cosa ho avuto in precedenza????
2) Perché non creare un ambulatorio per le prestazioni mediche immediate dove poter togliere o mettere punti, somministrare un medicinale o rispedire a casa quei casi inutili che servono solo a far perdere tempo?
3) (deformazione) Qualche mese fa ho partecipato ad un convegno nel quale veniva presentato il corso che gli operatori del pronto soccorso avevano frequentato per essere in grado di dare una prima assistenza a donne vittime di violenza. Domanda: dov’è la Sala rosa???? Se arrivasse davvero una donna vittima di violenza al pronto soccorso cosa dovrebbe rispondere alla simpatica quanto professionale infermiera che le pone le domande di rito? Alla richiesta della tessera sanitaria “altrimenti il medico non la visita perché il sistema non la registra”???????
Per concludere un’altra osservazione che può sembrare superflua quanto sostanziale: perché non si capisce più “un cavolo” tra chi è medico, infermiere, ausiliario (a parte quelli della società innominabile)???? Prima era chiaro che i dottori avevano il camice bianco, gli infermieri tutt’al più avevano divise di colore diverso a seconda dei reparti: adesso non si capisce nulla.
Si comprende solo che in quel ginepraio chiamato Pronto Soccorso vige la parola d’ordine “Pazienza” .
Stefania Chisu©Tutti i diritti riservati
