Un PUC ventennale approvato tra le tante polemiche della minoranza

Sonia

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Un PUC ventennale approvato tra le tante polemiche della minoranza

venerdì 01 Agosto 2014 - 21:13
Un PUC ventennale approvato tra le tante polemiche della minoranza

L'Opposizione consiliare durante il dibattito (© foto Cronache Nuoresi)

La maggioranza in Consiglio Comunale (© foto Cronache Nuoresi)

La maggioranza in Consiglio Comunale durante il dibattito(© foto Cronache Nuoresi)

La Minoranza Consiliare precisa un 1.500.000 metri cubi in più di cemento in città

Per la quarta e ultima volta, ieri, il Consiglio comunale ha detto si al PUC. O almeno così dovrebbe essere (con 25 favorevoli, 4 contrari e 2 astenuti). Il condizionale è d’obbligo però, viste le vicende che hanno riguardato il piano urbanistico comunale della città. La storia l’ha ripercorsa durante la seduta Paolo Cottu, assessore all’urbanistica nella giunta guidata da Mario Zidda, vero padre di questo PUC e oggi consigliere di minoranza. Nel 1993 l’incarico di redigere il piano fu assegnato a Paolo Portoghesi. Nel 2006 l’architetto però presentò le sue dimissioni irrevocabili e così dopo un primo tentativo, fallito, di assegnare l’incarico all’università di Cagliari è la Veneto Progetti che si aggiudica il bando e si occupa di stendere il PUC.

Nel 2009 il piano urbanistico arriva in Consiglio comunale e viene adottato a maggioranza. Tre anni dopo, nel 2012, vengono discusse le 189 osservazioni dei cittadini e il PUC viene approvato definitivamente. L’atto però torna in Consiglio comunale l’anno dopo, per essere adeguato alle osservazioni della provincia e a questo punto spedito a Cagliari per il parere di conformità. I rilievi sollevati dalle Regione sono 96 e ieri sono stati discussi. In larga misura sono stati recepiti e il piano dunque modificato, almeno in parte. La delibera è stata presentata dal vicesindaco Leonardo Moro che, pur non essendo titolare della delega all’urbanistica, ha seguito l’iter del piano in questo mandato amministrativo. «E’ un piano ispirato alla piena sostenibilità e a un congruo dimensionamento». Così l’assessore Moro ha iniziato la sua relazione all’aula. «Abbiamo aumentato gli standard qualitativi della città, dando soluzione all’annoso problema degli insediamenti abusivi a sud-ovest della città». Altro punto su cui il vicesindaco si è soffermato è stato il verde: «abbiamo recuperato spazi verdi in città e difeso il Monte Ortobene».

Sempre Moro ha sottolineato l’importanza degli strumenti della compensazione e della perequazioni, considerati all’avanguardia e fondamentali per ottenere aree destinate ai servizi per un comune che non può permettersi altri espropri e dunque deve ricorrere allo scambio di volumetrie.

Dai banchi dell’opposizione sono arrivate le critiche dei consiglieri Saiu e Montesu del Pdl e Fadda di Idea Comune. Sia Fadda che Saiu hanno contestato il monte volumi del piano, eccessivo per una città che va spopolandosi. Moro a queste contestazioni ha precisato che a Nuoro c’è una carenza di alloggi. Inizialmente secondo i dati snocciolati dal vice sindaco relativi al 2011 su una popolazione di 36 mila abitanti gli alloggi  risultavano essere 64 mila (ovvero due per ogni nuorese). Idea Comune con il Consigliere Fadda ha contestato il dato evidenziando che il numero risultava essere spropositato rispetto al numero complessivo della cittadinanza nuorese.

Effettivamente il numero di alloggi attinto dall’Istat, si riferiva all’intera Provincia. Moro  successivamente alla contestazione si è giustificato dicendo che si è trattato di un refuso e ha corretto il tiro dando le reali cifre:  a Nuoro città ci sono 14. mila e 600 alloggi di cui 440 sfitti e 88 disponibili sul mercato immobiliare con la risultante che  non soddisfano la domanda dei nuclei familiari nuoresi.

Infine  non sono mancate, ovviamente, le polemiche e la serata ha riservato anche qualche sorpresa. Come l’astensione del presidente della commissione urbanistica Gianni Porcu e di Francesco Carboni, uno dei pilastri del dibattito consiliare sul PUC nel 2012. La chiusura è stata affidata al sindaco che ha ripreso molti passaggi di Moro e ringraziato ripetutamente i consiglieri regionali del centrodestra per il sostegno dato a Cagliari a questo PUC. La cosa probabilmente non avrà fatto piacere ai compagni di Bianchi che siedono a Cagliari. Certamente non ha condizionato i consiglieri del Pdl Saiu e Montesu che hanno votato contro, così come i rappresentanti di Idea Comune. Il PUC dunque torna a Cagliari. La Regione ha, da questo momento, 90 giorni per esprimersi.

L'Opposizione consiliare (© foto Cronache Nuoresi)

L’Opposizione consiliare durante il dibattito (© foto Cronache Nuoresi)

Le Reazioni.

Un PUC che ha suscitato molte polemiche tra la minoranza consiliare Pierluigi Saiu Capogruppo del PDL in Consiglio scrive in una nota: «In una città che si spopola, prevedere nuove volumetrie è folle. Eppure è proprio questo che PD e compagni vorrebbero  fare col nuovo PUC. Stando ai dati contenuti nella relazione dei progettisti parliamo di una cifra compresa tra 1.000.000 e 1.400.000 nuovi metri cubi. La superficie urbanizzata, stando sempre ai dati della relazione, a Nuoro è di 8.300.000 mq mentre i volumi costruiti ammontano a circa 12.400.000 mc. A questi, quindi, se ne vogliono aggiungere un altro milione e quattrocentomila. Nuovi volumi per fare cosa? Per fare abitazioni che nessuno comprerà? Per fare scuole che rimarranno vuote? Per fare parchi che resteranno abbandonati o impianti che nessuno potrà gestire? Per giustificare queste nuove volumetrie si ricorre alla previsione che aumenterà il numero di nuclei familiari. Ovviamente però, dato che Nuoro è una città che va spopolandosi, la media dei componenti si riduce. Secondo le previsioni del PUC ci saranno più famiglie. Queste famiglie saranno però più piccole, avranno perciò bisogno di sfruttare meno spazi ma ciononostante si prevede comunque altro cemento».

Lilly Mustaro in rappresentanza di Idea Comune, durante le dichiarazione di voto riferisce:«come nuorese per me questo è il giorno più triste» e assieme a Fadda durante l’intervento in Consiglio, riferendo di un documento del movimento politico evidenziano:«sulla quantificazione degli alloggi vuoti, ci chiediamo: sulla base di quale fonte bibliografica, manualistica, statistica, o perlomeno autorevole sono state fatte le stime sulle percentuali? Sono state fatte “a occhio”? Forse sono state fatte con la stessa metodologia che prevede a Nuoro un aumento di 2200 nuclei familiari entro i prossimi sei anni e cioè al 2020? Attenzione, perché quelle stime – come abbiamo ribadito nel Consiglio dell’estate scorsa- sono già state smentite dall’ultimo Censimento Istat, che le dà invece in calo e non in aumento».

Infine il movimento politico l’Associazione Politica Atene Sarda  in un comunicato evidenzia:«la domanda, a questo punto, è: quando mai arriveremo a 44.000 abitanti secondo Moro? La riflessione che dovrebbe seguire, e che forse dovrebbero capire i nostri (dis)amministratori, è che una Città non cresce se gli si costruiscono case. E’ come mettere dei vasi vuoti in un giardino e sperare che qualche seme portato dal vento (comportamento migratorio), ci finisca dentro. E’ credere che utilizzando diserbanti (assenza di atti politici a favore della collettività) possa comunque avvenire un miracolo e crescere magari qualche pianta esotica. Il fertilizzante deve essere una Politica all’altezza della Città da amministrare e non una partitica di sole comparsate sui quotidiani locali per gridare al nulla.-scrive Atene Sarda- Nuoro non cresce con case vuote, non cresce con ordinaria amministrazione né si può pensare di invertire i trend negativi senza alcuna onesta, tangibile e competente progettualità che possa offrire servizi funzionali e funzionanti ai cittadini già residenti, garantendo agli stessi quel benessere che gli è proprio per diritto. Prima ne prendiamo atto, prima li mandiamo a casa, meglio potrà fare l’alternativa a loro che, questa sì, silente ed operosa, continua la sua crescita in città» .

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