Liceo Scientifico Enrico Fermi: manca l'insegnante i genitori devono pagarsi il supplente

Sonia

Liceo Scientifico Enrico Fermi: manca l'insegnante i genitori devono pagarsi il supplente

sabato 18 Gennaio 2014 - 16:59
Liceo Scientifico Enrico Fermi: manca l'insegnante i genitori devono pagarsi il supplente

Il Liceo Linguistico e Scientifico E. Fermi (foto S. Novellu - Cronache Nuoresi)

Il Liceo Linguistico e Scientifico E. Fermi (foto S. Novellu - Cronache Nuoresi)

Il Liceo Linguistico e Scientifico E. Fermi (foto S. Novellu – Cronache Nuoresi)

I corsi di recupero sono a spese dei genitori

La scuola pubblica si paga. Non è una metfora ma una constatazione.

Dal Liceo Scientifico Enrico Fermi, ci hanno segnalato un episodio curioso: i genitori di alcune classi devono pagarsi di propria tasca l’insegnante incaricato per i corsi di recupero.

Il fatto: ad anno scolastico iniziato, esattamente nel novembre scorso, l’insegnante di matematica del triennio si assenta per malattia. A detta dei genitori, fino a qualche giorno fa gli allievi dell’Isitituto erano senza professore di ruolo e un supplente che lo sostituisse.

Dopo quasi tre mesi in questa situazione, alla fine,  è stato nominato un supplente ma evidentemente non bastava per rimettere in carreggiata gli allievi con il programma.

Allora cosa si è pensato di fare? Organizzare i corsi di recupero che si svolgeranno due volte la settimana dalle 13.10 alle 14.10. Fin qui tutto bene, la scuola ha dimostrato di essere efficiente e voler supplire a un disagio attivando più soluzioni perché i ragazzi recuperassero le ore  perse, peccato che questo debba avvenire pagando.

È stato stabilito che il  che il costo del recupero per 20 ore  complessive è di. 700,00 euro, con una quota procapite pari a  35,00 euro.

Il fatto ha suscitato malumori sulla maggior parte dei genitori che hanno subito passivamente la decisione presa (da chi…?)

2 commenti  - mostra commenti

  1. Sono la Rappresentate dei genitori della classe citata nell’articolo.
    Premesso che, come genitore, mi dissocio totalmente dalle affermazioni contenute nel medesimo, ma anzi le ritengo del tutto false, ritengo di dover fare delle precisazioni:

    Prima di tutto noi non paghiamo il supplente che è stato regolarmente nominato dalla scuola.
    Il docente titolare non è assente da novembre ma da dicembre.
    Il Preside non ha potuto nominare un supplente, fino a qualche giorno fa, in quanto ha ricevuto dal docente titolare i certificati medici inferiori ai 15 giorni di malattia (per legge per nominare devono essere richiesti più di 15 giorni di malattia).
    Nessuno ha mai imposto un corso di recupero a pagamento, semmai siamo stati noi genitori a chiedere la disponibilità della scuola nell’individuare un docente che potesse svolgere delle lezioni supplementari per i nostri figli.

    Pertanto, non capisco da cosa sia generato il citato e “fantomatico” malumore, visto che tutti i genitori dei 23, e non 20, alunni hanno aderito liberamente e consapevolmente all’iniziativa.
    Mi pare che questo articolo abbia voluto approfittare, in modo scorreto e non veritiero, di questa circostanza per colpire in modo proditorio il Preside e l’istituzione scolastica ai quali, invece, rinnoviamo la gratitudine e la stima.
    Sicome l’articolo, tra l’altro anonimo, conclude con la domanda “da chi?” , la risposta è : da tutti i genitori dei 23 alunni della classe.

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  2. melis maria lucia 19 Gennaio 2014 17:21

    Sono l’altra rappresentante della classe del Liceo Fermi su citata sottoscrivo appieno ciò che ha scritto la Signora Seddone e ribadisco che visto la situazione che si è venuta a creare l’unica soluzione per garantire un minimo di preparazione ai nostra ragazzi è stata quella adottata; ma comunque prima di adottarla tutti i genitori, dal primo all’ultimo, sono stati contattati via e-mail, è stata organizzata una riunione dove sono stati invitati tutti e quindi, se c’era del malumore da parte “della maggior parte genitori”, ci sono state tante occasioni per manifestarlo e magari proporre un’altra soluzione.
    Così si evitava di accettare passivamente.

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