venerdì 19 ottobre 2018, Aggiornato alle 16:05
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Radicalismo islamico: Imam jiadista arrestato a Badu’e Carros

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Nuoro, il carcere di Badu 'e carros (foto S.Novellu)
Nuoro, il carcere di Badu 'e carros (foto S.Novellu)

Avrebbe dovuto lasciare il carcere ieri, ma le porte di Badu ‘e Carros sono rimaste chiuse

Un algerino che si era proclamato imam, e nel corso dei suoi sermoni istigava al jihad, è stato fermato dagli uomini del Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria nel carcere di Nuoro.

L’uomo ha 56 anni e si chiama Belgacem Drabilia: proprio ieri mattina doveva essere scarcerato dall’istituto di Badu ‘e Carros, ma invece di uscire è stato fermato dagli uomini della Penitenziaria.

termine di un’indagine finalizzata proprio a contrastare i fenomeni di radicalizzazione e proselitismo all’interno delle carceri.

Dalle indagini, coordinate dal pubblico ministero Danilo Tronci della procura distrettuale di Cagliari, è emerso che l’imam, detenuto fino ad una decina di giorni fa nel carcere di Sassari, avrebbe approfittato delle orazioni del venerdì per fomentare l’odio e indottrinare al martirio gli altri detenuti del carcere sassarese: incitando la jihad e inneggiando alla guerra santa. Secondo gli inquirenti l’obiettivo sarebbe stato quello di spingere i carcerati di Bancali a commettere atti di terrorismo.

L’algerino è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere in merito al provvedimento di fermo. 

L’arresto ha suscitato anche le reazioni del mondo politico: «Noi siamo tolleranti e accoglienti, ma non possiamo accettare che ci sia chi fa del proselitismo di questo tipo», afferma il segretario dell’Upc, Antonio Satta. L’Islam è una religione di pace e noi siamo contenti di dialogare con chi la pensa in questo modo. Gli estremisti invece da noi non possono rimanere».

«Non può che destare forte preoccupazione quanto accaduto a Nuoro, sottolinea il consigliere regionale dell’opposizione, Marcello Orrù. È una notizia sconcertante, un segnale inquietante anche in vista del nuovo Cpr di Macomer, che conferma quanto andiamo dicendo da anni ormai: esiste un forte pericolo di infiltrazione di terroristi islamica».

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