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Duplice omicidio Monni-Masala: confermati 20 anni di carcere per Paolo Enrico Pinna

Gianluca Monni e Stefano MasalaGianluca Monni e Stefano Masala
Gianluca Monni e Stefano Masala

La difesa annuncia il ricorso in Cassazione

La corte d’appello di Sassari conferma i venti anni di carcere per Paolo Enrico Pinna, già condannato in primo grado dal Tribunale dei minori di Sassari per il duplice omicidio di Gianluca Monni, ucciso a Orune l’8 maggio 2015, e di  Stefano Masala, scomparso da Nule il giorno prima dell’assassinio di Monni e mai più ritrovato.

Questa mattina, davanti alla corte presieduta dalla giudice Maria Teresa Spanu, a latere Marcello Giacalone e Cristina Fois, si sono tenute le repliche del procuratore generale Paolo De Falco e degli avvocati della difesa Agostinangelo Marras e Angelo Merlini.

La sentenza, letta a porte chiuse, è arrivata pochi minuti fa alla presenza dei parenti dell’imputato e delle vittime. A rappresentare in aula le parti offese erano presenti gli avvocati Margherita Baragliu, Antonello Cao e Rinaldo Lai, per la famiglia Monni e la fidanzata Eleonora Pala, e il legale Caterina Zoroddu, per la famiglia Masala.

A Nuoro, intanto, è in corso il processo in primo grado del cugino di Pinna, Alberto Cubeddu, considerato dall’accusa complice del duplice omicidio.

Paolo Enrico Pinna all’epoca dei fatti aveva 17 anni. L’avvocato sassarese dell’imputato, Agostinangelo Marras, ha annunciato il ricorso in Cassazione.

Commosso il commento di Marco Masala, il padre di Stefano, che subito dopo la lettura della sentenza è uscito dall’aula gridando:  «Manca Stefano, ci manca Stefano». E ancora: «io vado tutti i giorni sulla tomba di mia moglie e ogni giorno le dico che non c’è niente di nuovo, che non lo abbiamo ancora trovato, vorrei andare anche sulla tomba di Stefano e parlare con lui» ha detto l’uomo che non ha mai rinunciato a chiedere di poter riavere suo figlio.

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