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Nuoro, saldi in vetrina (foto S.Novellu - Cronache Nuoresi)
Nuoro, saldi in vetrina (foto S.Novellu)

Previsto lieve incremento delle vendite: ogni famiglia spenderà 260 euro

Niente ‘botti’ per i saldi in Sardegna: a partire da giovedì 5 gennaio – data di avvio della stagione degli sconti invernali – nell’isola gli affari aumenteranno soltanto dello 0,1%. È la stima del centro studi di Confcommercio Sardegna.

Per i consumatori, che hanno un po’ frenato gli acquisti perché in fondo non ha mai fatto tanto freddo, la possibilità di mettersi al “riparo” per i prossimi mesi con giubbotti, maglioni e scarpe pesanti.

Si parte subito anche con alte percentuali di sconti, dal 30% al 70%. Poche, invece, le aspettative per i commercianti del settore dell’abbigliamento, calzature e accessori.

La spesa media per famiglia si aggirerà sui 259 euro, mentre a livello nazionale la quota si aggirerà intorno ai 344 euro. Pro capite si spenderanno circa 111 euro mentre nel resto d’Italia la stima è di 147 euro. Il 32,9% dei sardi spenderà sino a 50 euro e il 47% tra i 50 e i 100 euro. Solo il 14,2% spenderà tra i 101 e i 200 euro, mentre sopra i 200 la percentuale scende al 5,9%.

“I consumi stentano a ripartire e la fiducia di consumatori e imprese non sembra beneficiare delle note leggermente positive che arrivano dalle statistiche – afferma il presidente regionale dell’associazione, Alberto Bertolotti. I saldi rappresentano un’occasione importante per i consumatori a caccia dell’affare e per gli operatori commerciali sono fondamentali per recuperare gli investimenti fatti in questi anni di crisi, dal rinnovo dei punti vendita alla gestione dello shop on line sino all’acquisto della merce, che, purtroppo, rimane negli scaffali per troppo tempo”.

Si può fare di più, avverte Confcommercio. “Per dare una spinta ai consumi – aggiunge Bertolotti – non bastano sterili affermazioni sullo stop agli incrementi delle tasse ma servono azioni di sistema che permettano ai consumatori di avere un maggiore potere d’acquisto e ai commercianti di poter continuare a stare sul mercato: quindi politiche di sostegno e rilancio dei consumi ma anche regole certe e moderne e più controlli non solo sul fronte dell’abusivismo, ma anche sulle vendite promozionali dilaganti prima dell’avvio ufficiale dei saldi”.

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