Primo Maggio: CGIL in piazza a Nuoro. Carrus: «ora azioni concrete, serve piano lavoro e investimenti»

Sonia

Primo Maggio: CGIL in piazza a Nuoro. Carrus: «ora azioni concrete, serve piano lavoro e investimenti»

venerdì 01 Maggio 2015 - 07:15
Primo Maggio: CGIL in piazza a Nuoro. Carrus: «ora azioni concrete, serve piano lavoro e investimenti»

Alcuni manifestanti della CGIL (© foto S.Novellu)

Alcuni manifestanti della CGIL (© foto S.Novellu)

Alcuni manifestanti della CGIL (© foto S.Novellu)

Primo a maggio a Nuoro per lanciare, dalle aree interne, un messaggio di riscatto e chiedere «quel salto di qualità nelle politiche della Regione che ancora, evidentemente, non c’è stato».

Il segretario generale della CGIL Michele Carrus sarà in piazza Italia il giorno della Festa del lavoro. «Dobbiamo impegnarci, tutti – dice – perché non venga travolto dal malcontento diffuso quel che di buono si fa, perché è evidente che c’è un lavoro di lunga lena da fare e nessuno possiede ricette miracolose ma per raggiungere gli obiettivi serve più chiarezza e concretezza. Anche nel dialogo con le parti sociali – sottolinea Carrus – che può dare i suoi frutti quando è costante, produttivo e non vissuto quasi come una fatica. Dobbiamo avere la capacità di intervenire sulle emergenze ma tenendo sempre presente la prospettiva».

Per questo motivo la CGIL propone di supportare le politiche attive e di flexicurity messe in campo dalla Giunta con interventi utili anche a surrogare costruttivamente il taglio degli ammortizzatori sociali fatto dal Governo Renzi, «che ha abbandonato al proprio destino quasi 18mila disoccupati in Sardegna – denuncia il segretario – scaricando ogni onere sulla comunità regionale. Il piano del lavoro che noi rivendichiamo serve a questo – incalza Carrus – è un insieme di misure non isolate, interventi integrati che investano le risorse concentrandole su alcuni settori, quelli innovativi, alcune aree, quelle più depresse, e soprattutto sui giovani e sulle donne. E poi occorre accelerare gli investimenti pubblici, perché va bene il piano delle infrastrutture predisposto dalla Giunta, ma poi bisogna aprirli davvero i cantieri e creare le condizioni per incentivare gli investimenti privati».

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