NUORO – Si infiamma il clima politico all’interno della Maggioranza che guida il comune di Nuoro. Attraverso una nota ufficiale dai toni perentori, il capogruppo di Sinistra Futura Angelo Coda ha annunciato la rottura definitiva con l’assessore Domenico Cabula, rimescolando gli equilibri dell’esecutivo cittadino. Al centro della contesa non vi è solo una questione di poltrone, ma la natura stessa del rapporto tra eletti e delegati in giunta. Secondo Coda, la permanenza di Cabula nell’organo di governo non può essere considerata una “scelta personale”, poiché ogni incarico assessoriale deve necessariamente discendere da un legame politico e fiduciario con il gruppo consiliare di riferimento, legame che, nei fatti, sarebbe ormai svanito da tempo.

Domenico Cabula (foto S.Novellu)
La ricostruzione del capogruppo parte dalle radici del progetto politico nato nel dicembre 2024, passando per la conferenza organizzativa di Bosa e le successive elezioni comunali del febbraio 2025, dove il simbolo di Sinistra Futura era stato fortemente rivendicato. Coda sottolinea come la nomina di Cabula fosse stata concordata originariamente dal gruppo, ma denuncia un progressivo isolamento dell’assessore, che negli ultimi mesi non avrebbe più partecipato al confronto interno né condiviso le scelte amministrative cruciali per la città. Questa assenza di dialogo ha portato alla decisione odierna: il gruppo consiliare non riconosce più in Cabula il proprio rappresentante all’interno della giunta guidata dal sindaco Emiliano Fenu.
Parallelamente alla sfiducia verso Cabula, Coda ha voluto spegnere sul nascere le indiscrezioni circolate nelle ultime ore circa un suo possibile passaggio ad altre formazioni politiche. Il Consigliere ha ribadito con fermezza la sua appartenenza a Sinistra Futura, confermando l’impegno verso gli elettori che lo hanno scelto per portare avanti quel preciso programma identitario. La dichiarazione chiude una porta al dialogo con Cabula ma apre una riflessione profonda sulla stabilità della coalizione, richiamando l’amministrazione al dovere della chiarezza verso la cittadinanza in un momento in cui la coesione tra le forze di governo appare quanto mai fragile: “La chiarezza in politica non è un’opzione. È un dovere verso i cittadini. Ed è esattamente ciò che oggi ritengo necessario fare”
