Negli ultimi mesi è scoppiata la polemica sul presunto bando totale delle stufe a pellet da parte dell’Unione Europea. La realtà normativa del 2026 è tuttavia più articolata: non esiste un divieto assoluto di utilizzo, ma una progressiva stretta tecnologica che mira a eliminare i generatori più inquinanti a favore di modelli di ultima generazione. La Commissione Europea, attraverso la revisione della direttiva Ecodesign e gli obiettivi della direttiva Case Green, punta a una drastica riduzione delle emissioni di polveri sottili e monossido di carbonio. Questo significa che, mentre le vecchie stufe a bassa efficienza sono destinate a uscire dal mercato e a subire limitazioni d’uso (specialmente nei periodi di massima allerta smog), i nuovi impianti a 5 stelle ambientali continuano a essere non solo ammessi, ma attivamente incentivati. In Italia, il recepimento della direttiva RED III con il decreto legislativo n. 5 del 9 gennaio 2026 ha ulteriormente rafforzato i criteri di sostenibilità per le biomasse, legando i benefici economici alla qualità certificata dei combustibili e all’efficienza dei sistemi.
Il panorama degli incentivi per il 2026 riflette questa strategia di transizione. Attraverso il Conto Termico 3.0, aggiornato con il decreto ministeriale del 7 agosto 2025, è ora possibile ottenere rimborsi fino al 65% della spesa per la sostituzione di vecchi generatori (inclusi, per la prima volta, quelli a metano) con stufe a pellet che garantiscano rendimenti superiori all’85%. Restano attive anche le detrazioni fiscali del 50% per la prima casa, mentre l’aliquota per le seconde abitazioni è scesa al 36% a partire da quest’anno. È importante però prestare attenzione alla qualità del combustibile: le nuove norme impongono l’uso esclusivo di pellet certificato classe A1 (UNI EN ISO 17225-2) per gli impianti domestici, con l’obbligo per l’utente di conservare la documentazione d’acquisto per eventuali controlli. In sintesi, l’Europa non sta vietando il calore del legno, ma sta imponendo una rivoluzione tecnologica che trasforma la stufa da semplice focolare a impianto ad alta precisione, integrato in un sistema di “casa green” sempre più elettrificato e monitorato.
