Urzulei. Grande successo dell’edizione 2023 dedicata alla morra

 Tradizione, identità, cultura e da oggi anche ricerca scientifica. L’ancestrale gioco della morra, alla ribalta internazionale grazie al ventennale di Murramundu andato in scena ad Urzulei, può essere riassunto con queste quattro parole. Nella due giorni ogliastrina dedicata all’incontro tra murradores provenienti dal bacino del Mediterraneo non si è solo celebrata una grande festa all’insegna dello slogan “medos populos, unu giogu” ma ci si è focalizzati su un aspetto sinora rimasto sotto traccia: quello scientifico. Ieri in piazza Funtana bècia quasi 200 giocatori appartenenti a 16 delegazioni si sono sfidati seguendo un rituale antico. La prima giornata, che ha preso il via in tarda mattinata ed è proseguita sino a notte inoltrata, è stata dal susseguirsi cadenzato dei numeri urlati in innumerevoli lingue (catalano, castigliano, corso, sloveno, friulano, piemontese, siciliano, sardo, savoiardo e nizzardo) che ha risuonato nel corso della competizione. Una competizione che ha sancito lo strapotere della Catalogna.Al primo e secondo posto si sono classificate, infatti, due coppie catalane: Tranqui –Carrì e Catalì-Maliccios; terzo posto per il duo valdostano Lile Murix -Argentour mentre il quarto posto è stato appannaggio della coppia di Oniferi, Pietro Paolo Piras- Riccardo Cheri. La nottata si è conclusa con l’esibizione di Dottor Drer e Crc posse.

Questa mattina, un team di ricercatori delle Università di Cagliari e Sassari e della Laurence Tech University di Detroit (Michigan) hanno illustrato il progetto multidisciplinare che sta indagando sui processi cognitivi e sugli aspetti antropologici che stanno alla base di questo gioco. Il fisico Sergio Solinas (Sassari) , il neurobiologo Paolo Enrico (Sassari), le psicologhe Carla Meloni e Rachele Fanari (Cagliari), preceduti dall’intervento in video del professor Franco Delogu dell’Università americana, hanno fatto il punto della situazione sulla ricerca che apre inediti ed interessanti scenari. Il convegno dal titolo Morra tra tradizione e futuro è stato preceduto dai saluti delle delegazione che a loro volta hanno fatto emergere importanti novità. Dal Friuli Venezia Giulia è partita la proposta legislativa, rivolta alla regione a statuto speciale, di depenalizzare la morra, gioco ancora presente nella tabella dei giochi proibiti. Dalla Catalogna, che ha incassato il sostegno della Comunidad Valenciana e dell’Aragona è partita invece la proposta di richiedere all’Unesco la dichiarazione di patrimonio immateriale dell’umanità per il gioco mentre il rappresentante dell’Istria croata, dove la morra è legale, ha raccontato l’esperienza nelle scuole medie e superiori.

Ideata e organizzata nel 2003 dall’Associazione Culturale Sòciu po su jocu de sa murra con la dicitura “S’atòbiu de sos murradores de su Mediterràneu”, “Murramundu” è la prima competizione internazionale in grado di coinvolgere nel corso degli anni i più genuini murradores del mondo

Grande la soddisfazione di Fabrizio Vella , presidente del sodalizio ogliastrino che ha ideato la manifestazione la quale nel 2014 ha cambiato la sua dicitura in Murramundu”, e del sindaco di Urzulei, Ennio Arba. «L’intera comunità ha messo in campo un grande sforzo organizzativo ed economico che è stato ampiamente ricompensato non solo dalla genuinità della manifestazione che si è svolta all’insegna dall’amicizia ma anche dal fatto che Urzulei può essere, a ragione, considerata la capitale internazionale della morra» ha sottolineato il primo cittadino Arba. In campo con l’amministrazione comunale, la Pro loco e tanti volontari hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. 

«Abbiamo immaginato questa ventesima edizione di Murramundu, articolata in due giornate, come una festa con tutti quelli che, come noi, condividono la passione per la morra e più in generale per la cultura e l’identità sarda”. La manifestazione – ha dichiarato Vella a capo dell’associazione l’organizzatore – è stata non solo un incontro tra popoli e culture diverse, legate dalla “mediterraneità”, ma anche una forma di resistenza all’omologazione da parte di piccole realtà rurali».

Archiviata con successo questa edizione ora i murradores del Mediterraneo pensano già al prossimo appuntamento.

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Sonia