Raddoppia il numero delle vittime del terremoto in Turchia: sono quasi 9mila

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ipotizza che il bilancio dei terremoti possa aumentare sino a circa 20 mila vittime

Ammontano a oltre 8.900 i morti sinora accertate delle due violente scosse di terremoto di magnitudo 7.8 e 7.6 che due giorni fa hanno colpito la Turchia meridionale e la Siria settentrionale. In particolare, secondo quanto riferito dall’Autorità per la gestione dei disastri e delle emergenze (Afad), nei territori turchi hanno perso la vita almeno 6.234 persone, mentre i feriti sarebbero oltre 37 mila. Afad ha fatto sapere che almeno 79 mila persone starebbero partecipando ai soccorsi in Turchia. “Le nostre attività di ricerca e soccorso continuano. Il nostro Stato è attivo nella regione con tutte le sue possibilità. Un’area molto vasta è stata colpita da questo terremoto”, ha dichiarato Orhan Tatar, direttore per i terremoti e la riduzione del rischio di Afad, mettendo in guardia dalle perduranti scosse di assestamento che potrebbero provocare “la distruzione degli edifici danneggiati”. Parallelamente, in Siria il bilancio delle vittime registrate finora ammonta a 2.700, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr), organizzazione non governativa con sede a Londra ma con una vasta rete di fonti sul campo. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ipotizza che il bilancio dei terremoti possa aumentare sino a circa 20 mila vittime.

Intanto i media turchi riferiscono che il presidente Recep Erdogan visiterà a breve la provincia meridionale di Kahramanmaras, epicentro del sisma.

La Turchia e la Siria sono state colpite lunedì da due violentissime scosse di terremoto in quello che il presidente turco ha definito il più grave sisma dopo quello che colpì la provincia turca di Erzincan nel 1939. La prima scossa di magnitudo 7.8 è stata registrata alle 4:17 ora locale (le 2:17 in Italia) e ha avuto come epicentro la cittadina di Pazarcik nella provincia turca di Kahramanmaras. Una seconda scossa di magnitudo 7.6 è stata registrata intorno alle 13:24 ora locale (le 11:24 in Italia) nel distretto di Elbistan, sempre nella provincia turca di Kahramanmaras. Secondo quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 58 tra villaggi e città sotto il controllo del governo di Damasco guidato dal presidente Bashar al Assad – tra cui Latakia, Hama e Aleppo – sono state colpiti dal sisma. Devastate anche le province di Afrin e Idlib controllate soprattutto dai gruppi di opposizione. Come evidenziato dal Sohr, l’elevato numero di vittime nei territori siriani è anche conseguenza dell’incapacità delle equipe di medici di salvare feriti, vista la carenza dell’attrezzatura di emergenza necessaria e di medicinali e il ritardo nei soccorsi. L’Osservatorio ha quindi chiesto agli attori internazionali di intervenire immediatamente per salvare i feriti e “far fronte al disastro umanitario”, mentre ha rivolto un appello alla Turchia, invitando le autorità ad accogliere feriti siriani e a inviare squadre mediche per le operazioni di soccorso.

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Salvatore