Si aggrava il bilancio delle vittime del terremoto in Turchia e Siria: sarebbero quasi cinque mila

Sale a 4.800 morti il bilancio delle vittime delle due violente scosse di terremoto di magnitudo 7.8 e 7.6 che ieri hanno colpito la Turchia meridionale e la Siria settentrionale (APPROFONDISCI).

Secondo un aggiornamento dell’Agenzia turca per la gestione dei disastri e delle emergenze (AfFAD), almeno 120 scosse di assestamento si sono verificate dopo il potente terremoto. Tra le vittime, 3.381 sono state registrate in Turchia, mentre le autorità siriane hanno contato finora 1.444 morti. Intanto, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato sette giorni di lutto nazionale per le vittime del sisma. “A causa dei terremoti avvenuti nel nostro Paese il 6 febbraio 2023 è stato dichiarato un periodo di lutto nazionale di sette giorni. La nostra bandiera sarà issata a mezz’asta fino al tramonto di domenica 12 febbraio 2023, in tutte le rappresentanze del nostro Paese e all’estero”, ha affermato Erdogan in una nota.

La Turchia e la Siria sono state colpite ieri da due violentissime scosse di terremoto in quello che il presidente turco ha definito il più grave sisma dopo quello che colpì la provincia turca di Erzincan nel 1939. La prima scossa di magnitudo 7.8 è stata registrata alle 4:17 ora locale (le 2:17 in Italia) e ha avuto come epicentro la cittadina di Pazarcik nella provincia turca di Kahramanmaras. Una seconda scossa di magnitudo 7.6 è stata registrata intorno alle 13:24 ora locale (le 11:24 in Italia) nel distretto di Elbistan, sempre nella provincia turca di Kahramanmaras. Secondo quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani almeno 58 tra villaggi e città sotto il controllo del governo di Damasco guidato dal presidente Bashar al Assad – tra cui Latakia, Hama e Aleppo – sono state colpiti dal sisma. Devastate anche le provincie di Afrin e Idlib, controllate in buona parte dalle milizie ribelli sostenute dalle Forze armate turche.

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Salvatore