Caso Cospito. L’appello di Unarma: “lo Stato non si pieghi ai ricatti”

“La giustizia italiana non è merce di scambio, l’arresto di Matteo Messina Denaro non deve mettere in discussione il regime del 41 bis o le motivazioni per cui Alfredo Cospito è attualmente in carcere” – così Antonio Nicolosi, segretario generale di Unarma, associazione sindacale dell’Arma dei carabinieri – “Cospito è in carcere per dei reati per cui è stato dichiarato colpevole, come l’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano nel 2006, oltre ad aver attentato alla salvaguardia delle istituzioni. Non è un martire e lo sciopero della fame che porta avanti da 103 giorni è una sua scelta. Il Comitato analisi strategica antiterrorismo” – prosegue Nicolosi –“ha già preso in considerazione dei possibili attacchi violenti degli anarchici contro la magistratura, il Ministero della Giustizia, le Forze dell’ordine e l’amministrazione penitenziaria. Come sindacato che rappresenta i carabinieri siamo per il mantenimento del 41 bis: lo Stato non si pieghi ai ricatti degli anarchici”.

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Sonia