Giornata AVIS: gli eroi del sangue si sono incontrati a Macomer

Salvare delle vite umane è sempre un gesto eroico. C’è chi sfida le fiamme di un incendio, c’è chi affronta i marosi per salvare dei naufraghi. Si salvano vite umane, con meno clamore, nelle sale operatorie. E c’è anche chi salva vite umane in silenzio,  con azioni continue, che possono durare per molti anni e non pretende nulla in cambio. Sono i donatori di sangue che, uniti nella loro associazione, l’AVIS, hanno celebrato, a Macomer, il loro congresso provinciale. Nella relazione del presidente Mario Trazzi tutto lo sforzo per andare avanti ed aumentare le donazioni, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia.

Nella provincia di Nuoro le associazioni AVIS sono 27, ma il sangue viene raccolto in 52 paesi. Le donazioni, nel 2021, sono state 5075, per 7228 sacche,  provenienti dai quasi 4000 soci e altri donatori reclutati dalle sedi locali. I numeri dicono poco se non si considera che il 70%  del sangue raccolto in provincia proviene dalle donazioni procurate dall’AVIS. Ed ancora più eccezionale appare se si considera che la Sardegna, più di altre regioni, è afflitta dalla talassemia. Il sindaco di Macomer Antonio Succu, che è anche un chirurgo, ha testimoniato come sia pressante la richiesta di sangue negli ospedali raccontando come , a volte, sia stato costretto a rimandare qualche intervento per mancanza del prezioso liquido.

Ancora nella relazione di Trazzi lo sforzo che ha portato, nel 2021, le donazioni ad un numero paragonabile a quello degli anni precedenti al 2020, che ha causato molte limitazioni imposte dal lockdown. L’AVIS di Nuoro non si è limitata a promuovere raccolte nell’ambito delle associazioni, ma anche presso scuole e caserme militari, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e sedi della Polizia. Non mancano però le difficoltà. L’AVIS di Nuoro dipende da quella di Sassari e questo fatto crea inconvenienti di non poco conto. In primis l’AVIS di Sassari trattiene per se l’8 % sul contributo che spetta, per attività associative, alle AVIS comunali, e già questo è un problema. La dipendenza da Sassari però crea inconvenienti gravi , a causa della mancanza di personale. Qualche volta si è dovuto rinunciare ad una giornata di donazione, qualcuna  con avvisi da sole 12 ore, con la conseguenza di perdere delle preziose donazioni. Qualche altra volta ancora, sempre a causa del personale, si è dovuta interrompere una donazione nonostante ci fossero ancora donatori in attesa. Per questo motivo l’AVIS di Nuoro, con serenità, ma con fermezza, sta pensando di chiedere l’autonomia.

Pier Gavino Vacca

UN MOMENTO DELL’INCONTRO:

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Salvatore