Giornata dei calzini spaiati: celebrazione della diversità o giornata per pulirsi la coscienza?

Eccoci qua, ci siamo di nuovo, anche quest’anno è arrivata (in anticipo rispetto all’anno passato perché la ricorrenza nasce nelle scuole e a scuola deve essere “festeggiata”) la giornata dei calzini spaiati, dove le persone indossano calzini diversi per celebrare la diversità.
Nata dall’idea di una maestra di Udine, si celebra ogni anno il primo venerdì di febbraio per lanciare un messaggio di solidarietà e inclusione.
Giunta alla sua nona edizione, è nata una decina di anni fa in una scuola elementare di Terzo di Aquileia (Udine) grazie all’idea della maestra Sabrina Flapp.
L’iniziativa viene celebrata ogni anno il primo venerdì di febbraio e ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’autismo e altre diversità, lanciando un messaggio di solidarietà e inclusione. Così come un calzino spaiato non smette di assolvere alla sua funzione, lo stesso vale per una persona diversa da ciò che convenzionalmente consideriamo “normale”. Tutto molto bello sulla carta ma, tristemente, in realtà questa giornata serve ai “normali” a farsi vedere inclusivi e caritatevoli, per poi dimenticarsi della diversità il giorno successivo.

“Per poter essere liberamente ipocriti tutto il resto dell’anno!”

Si perché se questa giornata servisse realmente a qualcosa dall’anno passato ad oggi non avremmo avuto nessun caso di discriminazione, eppure:
– Febbraio 2021: muore il piccolo Massimiliano Battaglia, 2 anni, per mano del papà per una ancora non confermata diagnosi di Autismo.
– Settembre 2021: a Castellammare Di Stabia il giovane Francesco viene rinchiuso nudo nella palestra della scuola.
– Gennaio 2022: Il caso della “mamma” di Torre Del Greco che affoga il figlio temendo fosse Autistico.
– Febbraio 2022 (l’altro ieri) 4 educatori di una struttura di Bari arrestati per maltrattamenti e violenze fisiche su bambini Autistici.

E tanti tanti casi di Bullismo avuti quest’anno.
Quindi questa giornata in definitiva a cosa serve se non a lavarsi la coscienza di chi non fa niente durante tutto l’anno per includere le persone? La celebrazione della diversità purché la diversità stia lontano.
Anche quest’anno io mi mostro contrario alla fiera dell’ipocrisia e dell’incoerenza.
Non me ne vogliate, per me non basta un calzino diverso per sapere apprezzare la specificità delle persone.

Pur essendo vero che capire  il significato della giornata è enormemente utile,  va detto anche che non  è sufficiente indossare simbolicamente un calzino diverso ma  bisogna agire in continuità per garantire l’inclusione in ogni ambiente.

Nelle scuole (e nella società) non deve più esistere l’esclusione: un alunno autistico non deve più essere accompagnato fuori da una classe come elemento di disturbo ma bisogna indirizzare  compagni e insegnanti a prevenire una crisi o educarli a non avere comportamenti disfunzionali per il più fragile.

Educhiamo i bambini ad andare a suonare il campanello anche della casa del compagno Autistico o della compagna Autistica. La parola disabilità  non deve essere motivo di ghettizzazione ma di inclusione rispettando le specificità di tutti.   Non basta che qualcuno pensi a noi 3/4 giornate l’anno, dovete pensare a noi tutti i giorni perché al mondo ci siamo anche noi e siamo esausti di rincorrere diritti che voi avete già per privilegio di nascita e che dovremmo avere anche noi. Indossate pure i calzini  ma la diversità o  la specificità va  vissuta tutto l’anno e noi lo sappiamo bene.
~ Niccolò Scarnato ~

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Published by
Sonia