Las Vegas, storia e curiosità della patria delle sale da gioco

Quando si sente parlare di Las Vegas, l’associazione col casinò è praticamente inevitabile. Nel Nevada si trovano le principali sale da gioco del mondo e se molte attrazioni sono state diffuse anche al di fuori dell’America lo si deve proprio ai resort che sono sorti lungo “The Strip”, la più famosa strada della città. L’imprenditore e manager Joy Sarno fu tra i principali fautori di queste catene alberghiere. Las Vegas viene vista dagli appassionati del tavolo verde come il punto di congiunzione tra il sogno e la realtà, una dimensione fatta di luci e colori costantemente accesi, a qualsiasi ora del giorno. Cosa si nasconde però dietro alla fama di Las Vegas? Fino a un paio di centinaia di anni fa, infatti, la zona non era certo conosciuta per il gioco. Anzi, si trattava di un territorio piuttosto povero e di conseguenza ben poco popolato, figuriamoci dai turisti.

A Las Vegas era possibile individuare perlopiù l’ubicazione degli Indiani Paiute, fuggiti dai villaggi destinati alle costruzioni residenziali. Solo all’inizio del XX secolo l’economia iniziò a girare grazie alla rete ferroviaria che collegò Los Angeles ad Albuquerque, favorendo lo scambio di merci. Dal momento che non esisteva nemmeno una realtà lavorativa a Las Vegas, spesso chi vi si recava lo faceva per prendersi una pausa dalle attività che svolgeva nei pressi e per passare il tempo era solito avviare delle partite a carte con i colleghi. In un’epoca in cui il gioco era di fatto vietato in molti stati, in pochi avrebbero immaginato che proprio quel posto sarebbe divenuto un giorno la patria del gioco.

Nel giro di pochi anni, la situazione generale mutò radicalmente. Intorno al 1950 il Nevada aveva legalizzato il gioco per combattere le associazioni criminali e iniziarono a fiorire sempre più strutture alberghiere che ospitavano al loro interno delle sale da gioco. Alcuni hotel già presenti furono trasformati in casinò, mentre altri edifici furono realizzati di tutto punto, dando via ad un vero e proprio business.

Fu “El Flamingo”, nella fattispecie, a dare inizio a un circolo vizioso che continua ancora oggi. Il boom economico che interessò Las Vegas fu improvviso e notevole, tale da far moltiplicare per decine di volte gli abitanti del posto. Oggi si contano più di due milioni di abitanti, mentre i casinò distribuiti in tutta la zona sono un centinaio. Insomma, nel giro di qualche decennio la trasformazione è stata radicale. Di conseguenza Las Vegas è diventata meta preferenziale per molti turisti, anche per coloro che non sono attirati dal gioco. Come se non bastasse, la popolarità della città ha goduto delle continue citazioni cinematografiche che hanno portato e portano ancora Las Vegas sul grande schermo.

Sarebbe facile immaginare Las Vegas come modello per tutte le altre capitali del gioco sorte nel mondo, come ad esempio Macao. In realtà, però, il primo vero casinò della storia ha visto la luce in Italia, con il Ca’ Vendramin di Venezia, ma anche il tanto vituperato casinò di Campione ha contribuito all’espansione del fenomeno. A quanto pare molti edifici di Las Vegas hanno preso spunto proprio da quelli italiani, che però non hanno coltivato più di tanto il business del gioco. è stata presa come esempio per molte altre città divenute capitali del gioco, come Macao.

I. C.

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Sonia