Confindustria Sardegna Centrale. L’appello a Solinas: “Un tavolo permanente sulle aree interne e montane”

Istituire presso la Presidenza della Regione, un tavolo tecnico permanente sulle aree interne e montane, coinvolgendo gli attori economici e sociali, con il compito di declinare a livello locale la crescente attenzione che il tema sta assumendo a livello nazionale, anche in vista delle ingenti risorse previste dal PNRR e della strategia nazionale per tali aree. È la proposta lanciata dal presidente di Confindustria Sardegna centrale Giovanni Bitti, durante il convegno “Il futuro delle aree interne e montane. Verso la Legge nazionale per la montagna”, che si è tenuto il 23 novembre a Nuoro. All’evento, organizzato dall’associazione in collaborazione con la CCIIA di Nuoro, sono intervenuti tra gli altri il coordinatore del Tavolo T.S. per la Montagna, Luca Masneri e il coordinatore nazionale Confindustria per la Montagna, Andrea Ferrazzi.

Focus sulla nuova legge quadro per la Montagna, inserita nella prossima Legge di bilancio dello Stato, frutto del lavoro del Tavolo Tecnico scientifico per la Montagna, dell’UNCEM e di Confindustria per la Montagna.

Il presidente Bitti ha ribadito l’appello alla Regione di manifestare la stessa attenzione dimostrata a livello nazionale sulle aree montane, con una specifica azione legislativa, che riconosca le differenze del vivere e del lavorare in tali comuni. Da qui la proposta di istituire un tavolo tecnico permanente sulle aree montane e interne.

«Un organismo –spiega il presidente Bitti- capace di leggere i bisogni di questa fetta di territorio ed elaborare linee di intervento che ne invertano il declino, soprattutto demografico ed economico. Un organismo che funga anche da pungolo e stimolo per l’attività legislativa della Regione, che non ha mai adottato una legge regionale sulla montagna a differenza di tante altre Regioni anche del Mezzogiorno. Aspetto non secondario trattandosi di una Regione a Statuto speciale».

«La prossima manovra di bilancio statale –prosegue Bitti- prevede un Fondo per la montagna di 100 milioni di euro per il 2022 e 200 milioni per il 2023: una grande opportunità per il rilancio di queste aree.

Cogliamo con grande favore che all’interno della legge quadro, si parli di fiscalità di vantaggio per le imprese e di zone economiche speciali montane, un risultato ottenuto grazie all’impegno di Confindustria per la Montagna».

«Naturalmente -afferma il presidente Bitti- la sola fiscalità di vantaggio non basta a fermare l’emorragia dello spopolamento: vanno attuate tutte le politiche di contesto a partire dal superamento del digital divide. Il lavoro portato avanti a livello nazionale sul tema della Montagna deve necessariamente produrre i suoi effetti sulle nostre aree montane».

Fondamentale anche valorizzare in chiave economica e produttiva il patrimonio ambientale e naturalistico del Nuorese e dell’Ogliastra. È urgente un progetto intorno all’ambiente: un marchio territoriale spendibile e certificato, che renda finalmente visibile e apprezzabile il valore aggiunto di tutto ciò che possiamo offrire –conclude Bitti-. Occorre capire se continuare con una rappresentazione museale di queste aree come regno della natura non contaminata dall’attività umana, senza economia né lavoro, oppure iniziare con una nuova e più incisiva politica di sviluppo delle aree montane».

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Sonia