Maria Giobbe – presidente dell’ordine dei medici di Nuoro: “Solo soluzioni tampone per una sanità in grave sofferenza”

«La situazione di sofferenza della sanità locale dura da molto tempo».

Parla Maria Giobbe, Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Nuoro, nonché Direttore del reparto di Radiologia dell’Ospedale San Francesco.

«È un dato di fatto, non è denigrare l’Istituzione. I reparti di chirurgia e l’ortopedia sono stati chiusi, perché il numero minimo dei medici non riusciva a garantire i turni per mantenere il servizio H24 e altri, come la radiologia garantiscono solo la metà delle prestazioni che, a organico pieno, sarebbero in grado di fornire».

Ogni giorno, se il 118 porta un paziente, i reparti non lo possono tutelare in maniera adeguata e il degente viene spostato verso altri ospedali, che a loro volta sono in difficoltà

«L’assessorato ha “tamponato” questo disagio per il reparto di Chirurgia con la mobilità di urgenza, ovvero prendendo in prestito due medici dall’ospedale di Lanusei e due da quello di Olbia, quindi sottraendoli temporaneamente al loro distretto. Questo espediente a breve termine non è una soluzione. Tutta la Sanità sarda sta malissimo. Mancano i medici di base in moltissimi paesi: non tanto distante da Nuoro, a Oliena, ne è rimasto solamente uno. Migliaia di cittadini si ritrovano scoperti, privi del primo punto di riferimento in una qualsiasi situazione di emergenza.”Mancando la prima interfaccia sanitaria i cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso che in questo modo viene intasato e usato in modo non congruo» specifica in un’analisi precisa.

«Non possiamo permetterci di non pensare al presente – dichiara Maria Giobbe – La soluzione non è vicina, ma bisogna ripensare il sistema di formazione e dei concorsi di specializzazione. L’insofferenza degli operatori cresce e non si risolverà con i prestiti di personale»

«Il Presidente Solinas e la sua Giunta Regionale hanno vinto le elezioni cavalcando il malcontento della sanità per i disagi iniziati con la Giunta Pigliaru e attribuiti alla creazione della ATS. Ma dopo tre anni non è cambiato niente. Talvolta, della situazione attuale è difficile parlare. Ci son stati casi di provvedimenti della commissione disciplinare, come nei confronti di Giampiero Sulis, radiologo del San Martino di Oristano, esclusivamente per aver segnalato la carenza di dispositivi di protezione individuale nell’ospedale, che ha portato lui e i suoi colleghi ad indossare dei comuni sacchetti di plastica al posto dei calzari».

«Non chiediamo alla politica nuove riforme, ma un’assunzione di responsabilità. Chiediamo di far fede alle promesse fatte!».

Matteo Brotzu

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Sonia